Ricettazione, assolto per non aver commesso il fatto. È la sentenza pronunciata ieri dal tribunale di Latina nei confronti di M.R., 28enne di Maenza accusato di aver acquistato un motorino Scarabeo 50 provento di furto, su cui era stata apposta una targa rubata da un altro mezzo. Le indagini erano scattate dopo un posto di blocco eseguito a Terracina a maggio del 2008, quando era stato fermato un giovane di Priverno a bordo del mezzo, e si era risaliti sia al mezzo rubato che alla targa, anch’essa rubata. Gli incroci di polizia avevano infatti consentito di risalire al proprietario del motorino rubato, ma anche al fatto che sul mezzo era stata apposta una targa proveniente da un ulteriore furto ai danni di un’altra persona. Sentito dagli inquirenti, il giovane a bordo del mezzo fermato, aveva accusato proprio M.R. della vendita del mezzo, ma poi le sue accuse non hanno trovato riscontro in sede di dibattimento. L’avvocato Simone Rilaldi, difensore del 28enne di Maenza, ha puntato la sua tesi sulla inutilizzabilità delle dichiarazioni rese dal militare che al tempo effettuò i controlli sul ciclomotore. Tesi accolta dal giudice, che ieri ha infatti accolto le ragioni della difesa e ha assolto il 28enne originario di Maenza «per non aver commesso il fatto».