Il Partito Democratico annuncia l’inaugurazione della nuova sede del proprio circolo, che si terrà domenica 12 marzo, alle ore 17.30, in via Traiano 19, presso la galleria Ce.Ro.Sil.Co. Un risultato raggiunto grazie all’impegno degli iscritti e dei militanti che, con il loro impegno ed il lavoro volontario hanno permesso al partito di avere nuovamente un luogo di incontro. "In un’epoca in cui la politica sembra essere sempre più autoreferenziale e dove le chat sono divenute luogo di confronto e decisione, l’apertura di una nuova sezione intesa come luogo fisico e tangibile, sembra assumere i connotati di un atto tanto antico quanto rivoluzionario" fa sapere il segretario Cervelloni.

In questo senso, la casa dei democratici vuole essere un luogo privilegiato di incontro, discussione, formazione ed elaborazione politica. "In altre parole - si legge in una nota - un luogo dove continuare a progettare politiche per una Terracina migliore e che ci vede diametralmente opposti all’idea che ne ha l’attuale Giunta di Centro destra la quale, quotidianamente, dimostra di essere priva di un disegno organico della città trovandosi ad operare spesso in modo episodico, miope o, addirittura, propagandistico. La mancata valorizzazione del patrimonio storico, artistico e culturale della città, lo svilimento e la subalternità al privato del ruolo di amministratore nell’ambito nelle scelte urbanistiche e di gestione del territorio, l’assenza di una politica certa e di qualità sull’ambiente, i parchi e gli spazi ricreativi, il ristagnamento economico e commerciale, rappresentano il fallimento di un progetto politico che da troppi anni tiene ostaggio la città con le sue logiche spartitorie. Su questo spirito di alternativa e cambiamento al modello portato avanti sinora dalle Giunte di centro destra, la locale sezione del Partito Democratico, nei prossimi mesi, sarà impegnata nella promozione di incontri ed eventi che mantengano fede al principio nobile della politica intesa come servizio per il territorio ed i suoi cittadini. Un lavoro lungo, difficile a cui però non intendiamo sottrarci nella convinzione che un’altra Terracina è sempre possibile".