È stata rispedita al mittente e ora dovrà tornare a breve in commissione la lunga lista di beni immobili da inserire in bilancio per la discussione in Consiglio comunale. Fumata nera, infatti, la scorsa settimana nella commissione Bilancio. Motivo, una serie di incongruenze fatte notare dai commissari di minoranza, che hanno contestato un sostanziale caos nella redazione dell’elenco dei beni.

Terreni, civili abitazioni e locali commerciali passati dal patrimonio disponibile a quello indisponibile, o finiti per essere inseriti due volte, o addirittura scomparsi del tutto. Una confusione che non è piaciuta ai consiglieri membri della commissione presieduta da Francesco Zicchieri (Ncs), e composta da Alessandro Di Tommaso (Pd), Augusto Basile (Misto), Davide Di Leo (lista Corradini) e Massimiliano Tocci (FI). Soprattutto per un motivo: il cambiamento rispetto alla lista di circa 198 immobili complessivi tra terreni, case, locali e palazzi, compromette le cifre previste in bilancio. Tutto da rifare, anche se non è chiaro come abbia potuto modificarsi da solo un elenco già redatto l’anno prima con il commissario straordinario Erminia Ocello.

Tra le stranezze, un terreno in via delle Lestre comparso due volte (valore quasi 50 mila euro), un’abitazione in via dei Mille, (quasi 40 mila euro), e ancora l’area ex Rossi di via Appia, passata insieme al palazzo di via Sarti, dove sorge il dipartimento finanziario, dalla lista B (patrimonio alienabile) alla lista A (patrimonio inalienabile). Non che sia sbagliato. Ma nessuno ha saputo spiegare il perché. Di Tommaso ha chiesto una relazione dettagliata.

Le discussioni in commissione Bilancio si trascinano non senza polemiche. Martedì scorso durante la discussione su Tasi e Imu, la minoranza ha contestato l’assenza dell’assessore al Bilancio Danilo Zomparelli. La materia è delicata, dunque si pretendevano spiegazioni anche di indirizzo politico. Anche perché, con l’esenzione decisa dalla legge di stabilità dell’allora governo Renzi sulle abitazioni principali, si prevedono minori introiti dalle imposte e si dovranno trovare nuove coperture per garantire i servizi che con quelle entrate vengono finanziati.