Con una sentenza pubblicata nelle scorse ore, la Corte di Cassazione ha respinto il ricorso di un uomo - classe 1940 - condannato dal Tribunale di Velletri al pagamento di una ammenda da 1.800 euro poiché si era reso protagonista, in qualità di proprietario di un terreno sito in Contrada Petrella, ad Artena, dello spostamento di alcuni rifiuti - ossia materiale edile di risulta misto a terra - verso un fosso demaniale, tramite un escavatore.

I fatti risalgono al luglio del 2011 e il Tribunale, nel 2015, ha ritenuto che la sua condotta fosse volta alla raccolta e al recupero/smaltimento non autorizzato di rifiuti non pericolosi. Per fare ciò, secondo i giudici, occorreva una autorizzazione che il 76enne non aveva e, di conseguenza, avendo egli stesso dichiarato di voler consolidare un argine al confine della proprietà, la sua condotta è stata ritenuta sanzionabile con una ammenda.

Il suo legale ha promosso ricorso in Cassazione, ma i Supremi giudici, esaminando il caso, hanno ritenuto inammissibile il ricorso stesso, confermando quindi la decisione presa dai giudici di piazza Falcone.