Con una ordinanza pubblicata nelle scorse ore, il Tar del Lazio ha concesso altri 60 giorni al commissario ad acta nominato nei mesi scorsi al fine di dare esecuzione a una sentenza del mese di aprile, che annullava un atto regionale relativo alla clinica San Raffaele di Velletri, ormai non più attiva.

In particolare, più di sei mesi fa i giudici amministrativi avevano annullato - su richiesta della San Raffaele - la nota numero 557990 datata 16 ottobre 2015 della Regione Lazio - Direzione regionale salute e integrazione sociosanitaria - avente a oggetto: “San Raffaele spa - San Raffaele Velletri - ottemperanza sentenza Tar Lazio numero 3017 del 2014”, disponendo anche che la Regione ottemperasse correttamente a quella sentenza e che, qualora non lo avesse fatto, sarebbe stato nominato un commissario ad acta.

In particolare, la sentenza di due anni fa annullava una determina regionale dell’ottobre 2013, con cui l’ente romano - recependo le conclusioni di una commissione ad hoc istituita nel 2012 - dichiarava che erano superate le carenze strutturali che erano state imputate alla Casa di cura San Raffaele di Velletri, aggiungendo al contempo che questo rilievo non era sufficiente al ritiro del provvedimento di revoca sia dell’autorizzazione all’esercizio dell’attività che dell’accreditamento, “non essendo in grado di far venir meno le motivazioni di altra natura che hanno portato all’adozione del provvedimento di revoca”.

Annullando la determina, il Tar chiedeva una differente conclusione del procedimento che arrivò ma non rese soddisfatti comunque i giudici, tanto da dover chiedere un nuovo atto regionale.