Come se avessero sentito l’odore di marijuana dalla caserma di piazza Italia, i carabinieri della compagnia di Colleferro, guidati dal capitano Emanuele Meleleo, hanno agito con scaltrezza e hanno tolto dal mercato l’enorme quantitativo di stupefacente ritrovato nei pressi di un'officina della Contrada Colubro, ad Artena, che, stando a quanto appreso nel pomeriggio di venerdì, avrebbe potuto rifornire numerose piazze di spaccio del centro Italia e, quasi sicuramente, quelle della bassa provincia di Roma, dell’area Casilina, dei Castelli e del litorale romano, ma anche dei monti Lepini, della Valle del Sacco e di buona parte delle province di Latina e Frosinone.

Facendo due sommari calcoli, l’operazione acquista dei contorni ancor più netti: infatti, i 2.700 chilogrammi di “erba” avrebbero potuto fruttare circa otto milioni e 100mila dosi, che sarebbero state verosimilmente spacciate nel giro di poche ore, dando luogo a un guadagno economico piuttosto rilevante.

Con la vendita al dettaglio, infatti, la droga sequestrata avrebbe portato a un guadagno di almeno tredici milioni e mezzo di euro: essendo stupefacente di presumibile provenienza balcanica, ogni grammo sarebbe stato venduto all’utente finale per un corrispettivo di cinque euro.

Tra l’altro, proprio la grossa quantità ritrovata al Colubro ha lasciato pensare agli investigatori che si tratti di droga acquistata e pronta per essere spacciata in quantità industriali a ridosso di Capodanno: le prossime indagini, in tal senso, dovranno chiarire il ruolo dei due uomini arrestati - titolare e dipendente dell’officina che si trova nella Contrada periferica di Artena - e individuare l’intera filiera che ha portato la marijuana fin nelle campagne di confine fra la provincia di Roma e quella di Latina.