Una scelta inaccettabile. Così il consigliere comunale di Fratelli d’Italia di Velletri, Dario Di Luzio, ha commentato la decisione della Curia vescovile di rimuovere la rampa d’accesso alla Cattedrale di San Clemente attraverso la Porta Santa - ingresso principale della Chiesa -, facendo tornare i diversamente abili, le persone con difficoltà di deambulazione e le mamme coi passeggini a usare un’entrata secondaria dotata di scivolo già da molti anni.

«Moltissimi cittadini - ha esordito Di Luzio, mostrando fin da subito contrarietà verso la scelta di monsignor Vincenzo Apicella - sono rimasti delusi dalla decisione presa dal vescovo della Diocesi di Velletri. Questo nonostante le diverse richieste di ripensamento da parte di cittadini e associazioni, con circa 900 firme raccolte in poco tempo».

Non è tutto. «La rampa è stata utilissima in questi mesi per entrare in Chiesa - ha aggiunto il consigliere, ricordando la bella iniziativa presa per l’Anno della Misericordia -, sia per le persone con disabilità che per gli anziani o anche per le mamme con passeggini. Un ingresso comune per tutti, senza nessuna distinzione. È inspiegabile la decisione presa anche perché l’opera è recentissima, costata non poco, e non dava nessun fastidio. Il Vescovo ha voluto rimuoverla nonostante i tanti che hanno cercato di fargli capire l’importanza della rampa in quel punto e di non buttare soldi, proprio dopo l’Anno della Misericordia. Azioni come queste - ha tuonato Di Luzio - invece di ridurre le distanze allontanano. Credo che il compianto e monsignor Andrea Maria Erba si sarebbe comportato in tutt’altro modo».

La vicenda, poi, assume anche un contorno che travalica l’aspetto religioso: «Per il Giubileo della Misericordia - ha concluso Di Luzio - per il portone e pure per la rampa di ingresso per i disabili sono stati spesi anche dei soldi pubblici, visto che il Comune di Velletri ha dato un sostanziale contributo economico al Vescovo per il Giubileo stesso, oltre a fondi della Parrocchia, di cittadini e di associazioni del territorio, che ora giustamente protestano».

Insomma, la vicenda sembra tutt’altro che conclusa: nei prossimi giorni, di conseguenza, cercheremo di capire se, in qualche modo, la pedana potrà tornare al suo posto, spegnendo tutte le polemiche.