«Quello che è successo alla Cattedrale di Velletri, nei giorni scorsi, vale a dire lâincendio di un Presepe allestito allâesterno della stessa, è lâemblema di come è trattata la Chiesa nei nostri tempi».
Si apre così lâintervento - pubblicato sul profilo Facebook con tanto di foto dellâarea interessata dal rogo - del âPopolo della Famigliaâ di Velletri.
Parole molto dure, che rendono lâidea di come questo gruppo di persone sia rimasto particolarmente toccato - ovviamente in negativo - dal rogo che ha mandato in fumo la Natività realizzata dai Portatori della Madonna delle Grazie accanto alla Porta Santa della Cattedrale di San Clemente.
«La Chiesa - spiegano - non è rispettata per quello che rappresenta, per il mondo e per lâuomo. Molti pensano a un gesto dettato dallâidiozia e dal vandalismo, magari dallâozio di alcuni. à invece un gesto in âodium fideiâ».
Un punto di vista personale di coloro che lo hanno scritto - ovviamente - ma che comunque lascia intendere il malumore per lâaccaduto.
«Un gesto grave - proseguono dal âPopolo della Famigliaâ - perché la Cattedrale è la Chiesa principale di una diocesi, sede della Cattedra del Vescovo, simbolo dellâunità del popolo cristiano di un territorio. Lâimmagine di quelle rovine, vicino a quella che è stata la porta Santa del Giubileo, âJanua Coeliâ del popolo veliterno, fa pensare al nostro compito e alla nostra responsabilità , perché dalle ceneri, dalla nostra nullità nasca la Gloria di Cristo».
Ricordiamo che lâincendio del Presepe esterno allâingresso principale della Cattedrale si è verificato nella serata di venerdì scorso, mentre in Chiesa era in corso la celebrazione della Santa Messa: le fiamme hanno subito attirato lâattenzione dei presenti che non hanno esitato a contattare i vigili del fuoco.
Giunti immediatamente sul posto, i pompieri hanno spento il rogo, ma il Presepe era ormai andato perduto.