Dopo che i due sindacalisti dell'Ugl polizia penitenziaria - Carmine Olanda e Ciro Borrelli - hanno reso noto il ritrovamento e il sequestro di un cellulare all'interno di una delle celle del carcere di Velletri, anche dalla Fns Cisl - per bocca del segretario Massimo Costantino - hanno commentato l'accaduto e reso noti ulteriori dettagli.

In particolare, il caricabatteria artigianale ritrovato era composto da sette pile stilo e da alcuni fili elettrici; in puù, i due detenuti - inizialmente - hanno rifiutato gli addebiti e, per evitare di finire in isolamento, si sono barricati in cella e hanno istigato gli altri detenuti alla protesta.

"Tutta la sezione bloccava le attività impedendo la conduzione dei due detenuti in regime di isolamento - hanno spiegato dalla Cisl - pretendevano la cessazione di qualsiasi attività a carico dei due detenuti ritenuti da loro non colpevoli dell'illecita detenzione e introduzione del dispositivo cellulare. Solo grazie alle provata esperienza dell'Ispettore della Sorveglianza Generale e diretto dal Comandante di Reparto si permetteva il rientro dei detenuti nelle celle".

In più, dalla Cisl hanno riferito che i detenuti hanno compiuto anche gesti autolesionistici, rifiutando il ricovero in ospedale e curati solo nel pomeriggio in infermeria. Ora sono sottoposti a isolamento e grandissima sorveglianza.

"Purtroppo nel carcere di Lazzaria preoccupa e non poco il il dato del sovraffollamento .Oggi i detenuti presenti sono 593 rispetto alla capienza prevista di 411. In soatanza il sovraffollamento è di più 182 detenuti - hanno concluso dalla Cisl - Preoccupa anche il fatto che in detto carcere vi sono molti detenuti per ordine e sicurezza provenienti dagli istituti capitolini e abruzzesi. Anche il personale risulta sottodimensionato rispetto alle esigenze reali, con sole 200 unità compreso comandate per n.593 detenuti".