Oltre cento persone si sino ritrovate lunedì sera presso la fattoria Prato di Coppola per sostenere il popolo ucraino e, nello specifico, i profughi arrivati a Latina per mettersi in salvo dalla guerra. "Fuori confine", così è stato chiamato l'evento di beneficenza organizzato da "Lbc" e "Per Latina 2032" in collaborazione con l'associazione di volontariato "Famiglia migrante" per raccogliere fondi da destinare al fabbisogno di chi ha scelto il capoluogo come meta di salvezza. Cibo, musica e tante storie di vita vissuta narrate da chi ha toccato con mano i bombordamenti: una serata conviviale scivolata via tra tanti sorrisi ma anche molte lacrime. Le lacrime di chi si è commosso ascoltando le testimonianze dei profughi che si sono alternati con microfono in mano e traduttrice al fianco: racconti della prima notte di bombardamenti, della fuga, della paura di non farcela, dell'arrivo a Latina. Commozione, molta, non solo delle dirette interessate, ovvero donne che pensano ogni istante delle proprie giornate alla loro terra assediata dai militari russi, ma anche da parte di chi, come Pierino Ricci, si è attivato per la buona riuscita dell'evento. Ha pianto ascoltando il dolore altrui. E come lui hanno versato lacrime tanti altri che erano presenti in sala perché hanno deciso di esserci dando un aiuto concreto ai rifugiati. Non solo lacrime, però. Ma anche tanti sorrisi perché quella di lunedì sera è stata a tutti gli effetti una serata di festa, allietata dalla musica del duo Konk Alma e, a seguire, dei Blues Licks.


E non è stato difficile nominare il vero special guest dell'evento. L'ospite più gettonato è stata Raissa, un'anziana di 94 anni che passa le sue giornate su una sedia a rotelle, fuggita in auto da Chernihiv e arrivata fino in Polonia, dove poi a bordo di un pullman si è diretta a Latina. Raissa dopo aver narrato, senza indecisione alcuna, una poesia in lingua ucraina, ha omaggiato il sindaco Damiano Coletta di un pensiero arrivato dal cuore: un paio di calzini di lana fatti ai ferri. «Sono caldissimi - ha detto Raissa al primo cittadino di Latina - La scalderanno quando avrà freddo». 


Quel freddo che invece i profughi ucraini presenti lunedì sera alla fattoria Prato di Coppola porteranno sempre nell'anima perché mai potranno dimenticare quello che è accaduto e sta tutt'ora accadendo. «Era notte, mi ero addormentata da poco perché temevo che qualcosa sarebbe successo - ha raccontato una ucraina fuggita sempre da Chernihiv (come Raissa) - E qualcosa purtroppo è accaduto. Ho sentito un boato pazzesco, era l'inizio della guerra».
Gli oltre cento presenti all'evento hanno ascoltato con attenzione, senza perdere alcun passaggio. In rappresentanza dell'amministrazione di Latina hanno partecipato, oltre al sindaco Damiano Coletta, anche l'assessore alle attività produttive Simona Lepori e il consigliere comunale Nazzareno Ranaldi. Il ricavato della serata è stato devoluto direttamente ad Olena Danko, presidente dell'associazione "Famiglia migrante", e servirà per aiutare specialmente i bambini rifugiati in città. «Grazie a questa città per quello che sta facendo - ha sottolineato Olena - Latina ha un cuore enorme».