Ogni giorno un posto nuovo della splendida terra pontina, ricca di tesori e luoghi inesplorati. Il tutto grazie alla raccolta di figurine e all'album "I tesori Pontini" che sono presenti ormai in ogni istituto scolastico della provincia e disponibili ogni giorno in allegato con il nostro quotidiano Latina Oggi. Oggi una novità sul web e già uscita sul nostro quotidiano, dove è  iniziato un viaggio virtuale alla ricerca delle nostre radici attraverso il mito e la storia» dice la maestra.
«La leggenda narra che a 319 metri sul livello del mare, il famoso eroe Ercole, figlio di Zeus, uccise il leone di Nemea, mostro terribile e gigantesco, strozzandolo con la forza delle sue mani. Così l'eroe dalla forza prodigiosa fondò l'antica città di Setia, il cui stemma rappresenta ancora oggi il leone, con una cornucopia colma di frutti e la scritta in latino: ‘Setia plena bonis gerit albi signa leonis'.
La storia racconta che l'antica città di Sezze fu probabilmente abitata da popolazioni latine e divenne colonia romana intorno al 370 a.C., rivestendo importanza strategica nella difesa dai nemici. Nel 343 venne attaccata dai Volsci e successivamente partecipò alle rivolte contro il potere di Roma.
Nel nostro paese sono presenti tracce ancora più antiche, che risalgono all'epoca preistorica, come dimostrano il ritrovamento dell'uomo ‘a fi' nella grotta dell'Arnalo dei Bufali, che risale a circa il 5000 a.C., varie pitture rupestri nelle grotte e addirittura impronte di dinosauri. Nella cornice delle ricerche storiche s'inseriscono altri miti, che derivano dalla tradizione greco-romana d'illustri autori, come Virgilio.
Gli alunni di classe V hanno letto l'Eneide e l'Odissea e stanno studiando la mitologia greca. Così scoprono un famoso poeta di Sezze».
«Chi è Valerio Flacco?» chiede un'alunna alla maestra.
«Di questo autore si conosce poco - risponde la maestra - sappiamo che era noto con il soprannome Balbus setinum e che morì forse intorno al 90 a.C. Egli scrisse un'opera, che fu ritrovata, anche se incompleta, intorno al 1400 di un famoso poema: le Argonautiche, sulla traccia di Apollonio Rodio.
È una leggenda affascinante di lotta, di amore e di potere.
Comincia così il viaggio attraverso il mare: ‘O nuova stella, tu sfavilli e sotto i segni tuoi la Grecia!' Giasone venne usurpato dal trono da parte di suo fratello e fu costretto a partire nel mare sulla nave Argo, con i coraggiosi Argonauti nella lontana Colchide, alla ricerca del vello d'oro, magica pelle che salva dalla morte. Qui venne disprezzato come straniero e sottoposto a dure prove, ma fu salvato dall'amore incondizionato di Medea, che lo guidò nel bosco e lo aiutò ad appropriarsi del vello d'oro, usando le sue doti magiche e sacrificando in mare il suo fratello più piccolo.
Il viaggio, una volta scampato l'inseguimento dei soldati, diventò un avventuroso ritorno a casa, raccontato da V. Flacco. Giasone salì sulla barca con i suoi compagni, appena in tempo per sfuggire alla furia del re e Medea, abbandonata e tradita, dovette rinunciare anche ai suoi figli. Giasone riuscì invece a riprendere il suo regno. Ma a quale prezzo?».
«Purtroppo, come accade anche oggi in molte migrazioni del mondo, la vicenda non ha un lieto fine: il destino funesto dei naufraghi è restare stranieri anche quando si torna a casa» commenta la bambina.
«Quante affinità con il viaggio di Ulisse e di Enea e con tanti viaggi della speranza nel Mare Nostrum, fino ai tempi moderni» conclude la maestra.
Classi 5A e 5B