Ha riportato il canottaggio italiano in cima al mondo e lo ha fatto, anche e soprattutto, rivalutando e migliorando un polo remiero come Sabaudia che oggi, a tutti gli effetti, è quanto di meglio ci possa essere in Italia unitamente al Centro Tecnico Federale di Piediluco e a Varese. Il tutto, cosa non di poco conto, trovando una valida sinergia nella ritrovata e voluta serenità tra i club ed i Gruppi sportivi militari, che da sempre regalano atleti a iosa alla Nazionale e che rappresentano da 60anni a questa parte l'anima remiera della Città delle Dune.

Il personaggio in questione, Giuseppe Abbagnale, è non solo un'icona sportiva italiana nel mondo, ma anche il presidente che da otto anni è al timone di una Federazione tra le più amate e, forse, invidiate per i risultati e non solo conseguiti da quando c'è lui al timone.
«I risultati tecnici ed organizzativi sono figli del lavoro di una squadra e non certo del singolo. In questi anni abbiamo posto le basi per lasciare in dote a chi ci sarà dopo di noi, qualcosa di importante. Lo abbiamo fatto spinti, soprattutto, dall'amore che abbiamo nei confronti di questo sport».  

Presidente Abbagnale, da quando è al timone della Federazione, Sabaudia è tornata ad avere la giusta collocazione a livello nazionale e internazionale.
«Era uno dei nostri obiettivi e, stando a quanto è accaduto e, mi auguro, a quanto accadrà, lo abbiamo centrato. Sabaudia è da sempre una delle patrie del nostro canottaggio, al centro del progetto. I raduni della Nazionale Olimpica e non solo ed ora anche le manifestazioni internazionali, l'hanno riposizionata lì dove merita di essere: al centro del nostro programma».
Siamo pronti per la terza prova di Coppa del Mondo in programma dal 4 al 6 giugno.

«Emergenza Covid-19 permettendo, stiamo lavorando per esserlo. Sarà un appuntamento molto importante, anche perché arriverà a poco più di un mese dalle Olimpiadi di Tokio. Il sogno è che si possa tornare a vivere il tutto come prima di questa emergenza. Forse impossibile da ipotizzare, ma noi vogliamo credere che sarà così, anche e soprattutto per il bene del canottaggio e di Sabaudia». 

Vogliamo provare ad immaginarlo concretamente questo appuntamento visto e considerato che la Federazione, unitamente a Coni e Regione, saranno parte integrante del Comitato organizzatore?

«L'augurio che ci facciamo è che si possa vivere giorni bellissimi, che ci possa abbracciare e confrontare, che si possa vivere una giornata storica per Sabaudia e per tutto il movimento remiero. Fare previsioni, però, ora potrebbe essere azzardato».

Non è un caso che Abbagnale vive parte delle sue vacanze a Sabaudia e che il presidente del Coni, Giovanni Malagò, faccia altrettanto anche da cittadino onorario?

«Amiamo Sabaudia come tutto lo sport e ci troviamo d'accordo soprattutto su questo, sulla necessità di mettere in campo forze comuni per il bene del movimento, in questo caso del canottaggio».