Giulio Zeppieri è tornato. O forse, non è mai andato via. La semifinale raggiunta ieri nel Challenger di Barletta è, comunque, la riprova che, alla fine, il lavoro paga sempre e la voglia, sempre e comunque, di guardare al bicchiere mezzo pieno insieme al suo inseparabile coach, Piero Melaranci, un qualcosa che va al di là del semplice significato della frase.
Sta giocando un grande torneo nel caldo afoso della Puglia il nostro tennista. La riprova si è avuta nella sfida di ieri contro Julian Ocleppo, figlio di quel Gianni che è stato ottimo giocatore di Coppa Davis a cavallo degli anni settanta-ottanta.
Perso il primo set con il punteggio di 7/5, "Zeppo" non ha mollato la presa e, piano piano, ha imposto il proprio gioco aggressivo al suo avversario. La combinazione servizio-dritto ha cominciato a fuinzionare a meraviglia, così come quella aggressività, soprattutto nei momenti topici del match, che ha finito per fare la differenza.
Come nel secondo set quando, sul 5-3 in suo favore, Ocleppo gli è rimasto incollato prima di cedere ai vantaggi il nono gioco.
Nel terzo set, poi, il piccolo passaggio a vuoto dei prime due games, è stato completamente cancellato da un ritorno di fiamma a dir poco dirompente, con sei giochi consecutivi (sul 2-2, 40-15 e servizio Ocleppo, ndr) messi insieme uno dietro l'altro sino all'ace finale con la seconda di servizio che, dopo due ore e ventuno minuti, gli ha regalato la seconda semifinale in carriera in un torneo Challenger