Treviso e l'Argentina sono dietro l'angolo, questione di giorni (sabato prossimo, stadio "Monigo", con inizio alle ore 14). Normale e allo tesso tempo comprensibile, però, che nella mente dell'apriliano Danilo Fischetti, pilone sinistro della Nazionale di Kieran James Crowley, ci sia ancora il match di sabato scorso contro gli All Blacks. Una partita che per Danilo, da quella Coppa del Mondo del 2019, ha davvero un sapore molto particolare. «Finalmente sono riuscito a giocare contro questi fenomeni e sono molto felice di averlo fatto. Abbiamo disputato una grande partita, ora però sarà nostro compito ripetersi contro Argentina e Uruguay».

Felicità fatta a persona, pari a quella di un popolo apriliano che ti segue passo passo. Sabato all'Olimpico erano in tanti.
«Sono veramente fantastici. Erano in tanti, hanno esposto striscioni, mi hanno incitato tutta la partita. Per non parlare dei messaggi che mi sono arrivati dopo il match. Aprilia è la mia città, lì c'è la mia famiglia, i miei amici, tutti gli affetti. Spero di tornare presto per riabbracciare tutti e ringraziarli dell'affetto con il quale mi seguono».

Di mezzo, dopo queste sfide di Autumn Nations Series, potrebbe esserci anche la tournée in Sud Africa.
«Vediamo cosa deciderà il nostro cittì. Se si tratta di giocare, di dare una mano a questa Nazionale, io non mi tiro mai indietro. E' anche vero, però, che prima del SeiNazioni ci sarà bisogno di rifiatare. Voglio esserci, ma vediamo quello che accadrà. Intanto testa e cuore all'Argentina».

A 24 anni, peraltro ancora da compiere (il prossimo 26 gennaio), piloni sinistri come te non è che ce ne siano così tanti in circolazione.
«Questo lo dite voi e al sottoscritto può soltanto che far piacere. Sono giovane, così come lo è la nostra Nazionale. Davanti a me ho ancora tanta strada da fare, siamo soltanto all'inizio. Sto con i piedi per terra e vado avanti».

Questa Nazionale fa ben sperare. Sabato contro gli All Blacks per gran parte della prima frazione avete tenuto il passo dei fenomeni in nero.
«Credo che sia stata la riposta migliore a chi pensa che questa nostra Nazionale non possa essere all'altezza della situazione. Ora ci aspettano Argentina e Uruguay. Sarebbe importante ripetersi e mettere in cascina qualcosa di importante».

Ancora un anno di contratto con le Zebre. Hai mai pensato di traslocare all'estero, in campionati, con tutto il rispetto per il Top 10, probabilmente più competitivi?
«Al momento sto davvero bene alle Zebre, anche se l'esperienza all'estero stuzzica un po' tutti, compreso il sottoscritto. Ci sono grandi giocatori, dai quali puoi imparare molto. Vediamo cosa ci riserverà il futuro, al momento il mio unico pensiero è l'Argentina, un'altra nazionale molto forte, che affronteremo sabato a Treviso».