Dodici mesi di grande sport vanno in archivio. Un anno pieno di successi, di cuori gettati oltre l'ostacolo, di desideri mai nascosti pronti a trovare terreno fertile nelle imprese dei nostri atleti. A Giovanni Malagò, il presidente del CONI, da sempre legato alla nostra terra, abbiamo chiesto di mettere il punto esclamativo.
Il 2021 ci lascia in dote qualcosa di meraviglioso con la terra pontina a beneficiare dei successi olimpici di Ruggero Tita nella vela, Valentina Rodini e Federica Cesarini nel canottaggio. Tutti e tre figli adottivi di Gaeta e Sabaudia.
«Un motivo di orgoglio per un territorio che dà tanto al nostro movimento, in termini di opportunità logistiche, ambientali e anche immateriali, perché c'è quel senso di vicinanza e di partecipazione emotiva che è un valore aggiunto che sa fare la differenza. Parliamo di successi storici: Cesarini-Rodini sono le prime olimpioniche di sempre nella storia del canottaggio azzurro e Ruggero Tita-Caterina Banti hanno regalato all'Italia il primo oro misto a cinque cerchi. Senza dimenticare che entrambe le discipline non salivano sul gradino più alto del podio da Sydney 2000».
Gran parte delle medaglie olimpiche di Tokio sono nateda un progetto olimpico chiamato Università di Waseda a Tokorozawa, dove il Coni, con Carlo Mornati e Davide Tizzano, ha traslocato il modello vincente di Formia.
«Uno schema di successo, che parte da lontano. Frutto di una pianificazione meticolosa e di scelte ponderate che hanno tenuto conto di ogni variabile, non lasciando nulla al caso. Complimenti a Carlo Mornati, che ha saputo interpretare le molteplici istanze delle Federazioni, creando un'osmosi che partiva da un assioma imprescindibile: la centralità degli atleti. Sono stati messi nelle condizioni di ambientarsi nel modo migliore nella bolla di un campus gestito in modo eccellente da Davide Tizzano e da uno staff con un know how di grande spessore. Parliamo di due persone che sanno di sport e ne conoscono le dinamiche».
Il Centro di Preparazione Olimpica "Bruno Zauli" di Formia, il Golfo di Gaeta per la vela, il lago di Paola a Sabaudia per canoa e canottaggio. La sinergia tra Coni e Gruppi sportivi militari sul territorio pontino è da sempre terreno fertile in fatto di campioni e medaglie.
«Una certezza granitica, un connubio fondamentale per sviluppare sinergie sempre più proficue al servizio dello sviluppo dello sport. Siamo grati ai gruppi sportivi militari e ai corpi dello Stato perché rinnovano con entusiasmo il loro impegno vedendo nel nostro movimento un asset strategico. Credo che insieme si possano tagliare nuovi, importanti traguardi nell'interesse della promozione del sistema e della crescita valoriale del Paese».
Sabaudia internazionale con il suo lago, l'unico al mondo all'interno di un Parco nazionale. Il 2022 che bussa alle porte porterà in dono gli Europei Under 19 di canottaggio. Il futuro del remo continua ad abitare nella "Città delle Dune".
«Merito del combinato disposto tra le bellezze paesaggistiche, la tradizione remiera e la lungimiranza di un'amministrazione comunale - con protagonisti principali il Sindaco Giada Gervasi e il Vice Sindaco e Assessore Alessio Sartori - che crede nella bontà dello sport, non solo come spettacolo agonistico ma come veicolo di crescita per la collettività. Grato a loro per la considerazione che attribuiscono al nostro mondo».
Sport di base, molto più che un semplice pallino da sempre del presidente Giovanni Malagò con i singoli comuni e le amministrazioni al centro di tutto questo. Il dialogo come proseguirà nel 2022?
«Il CONI si prefigge di veder crescere lo sport in ogni sua declinazione. Le articolazioni territoriali lavorano in questo senso, le iniziative promosse a livello regionale vanno in una direzione precisa per alimentare una filiera unica che valorizzi la crescita dei talenti e li indirizzi verso un percorso prospettico. Una base forte è certamente la migliore garanzia per un vertice di successo».
Vincere aiuta a vincere, ma in che modo lo sport italiano potrà e dovrà alzare ulteriormente l'asticella?
«Siamo reduci da un anno storico, che ci ha regalato gioie e successi strabilianti, con un secondo posto mondiale – dietro solo agli Stati Uniti – per numero di podi tra Olimpiadi, campionati iridati e continentali. Dopo le meritate e legittime celebrazioni è necessario trasformare i trionfalismi in opportuni spunti di riflessione, per capire come mantenere i livelli di eccellenza e dove intervenire per illuminare le zone d'ombra».
La terra pontina è un qualcosa che scalda, da sempre, il cuore del presidente del Coni. Malagò pensa a Formia, Gaeta. Sabaudia e vede...
«Famiglia, affetti, casa e ricordi. L'incontro con il mio ‘io' più intimo, a contatto con l'incanto della natura. Ci sono legami inscindibili che vivono sull'onda di una connessione emotiva non negoziabile con altre forme di evasione. Volgere lo sguardo all'orizzonte, passeggiare sulla spiaggia con i miei cani e apprezzare la meraviglia di un tramonto sa ritemprare lo spirito e creare i presupposti migliori per afffrontare nuove sfide».