Al di là del risultato finale e cronometrico, c'è da dire che la Maratona di New York, andata in scena domenica, ha parlato, e tanto, anche pontino con la presenza in gara di tanti atleti del capoluogo e, anche, di quattro donne di Sabaudia con una storia particolare che le accomuna. Un record per Paolo Finestra, che ha corso per la nona volta le storica kermesse podistica nella "Grande Mela". Accompagnato dal suo gruppo storico di amici e grandi appassionati anche loro di maratone. Ben otto atleti targati Olim Palus si sono cimentati in questa corsa, che insieme a quella di Boston è un po' la madre di tutte le maratone. I protagonisti della spedizione, tutti impegnatissimi in questa ultima fatica dell'ennesima esaltante stagione della Polisportiva sono: Luana Santucci, Chiara Cucchiarelli entrambe accreditate di buone prestazioni cronometriche nonostante un lungo stop, Fabrizio Filice e Gianluca Parrocchia al primo test agonistico sulla distanza olimpica dopo un infortunio, Massimo Stanzione, l'esordiente Fausto Bianchi, l'ultramaratoneta Enrico Barbini di ritorno a New York dopo 10 anni. Una menzione per il veterano del gruppo Paolo Finestra, che a 20 anni precisi dalla prima partecipazione alla NYC Marathon ha concluso per la nona volta la gara. Dicevamo poi di Sabaudia. Sabrina, Anna Rita, Francesca e Annamaria, hanno corso la maratona per eccellenza con la maglia blu dell'Atletica Sabaudia, che ancora una volta ha raggiunto un risultato importante. C'è chi ha iniziato a correre 17 anni fa come Anna Rita o chi è addirittura ha disputato la prima maratona ed è il caso di Annamaria. C'è chi ha iniziato a correre per mettersi alla prova e trovare delle risposte come Francesca e chi da anni avvicina amiche alla corsa per trasmettere una passione che va ben oltre lo sport. Ed è quello che ogni giorno fa Sabrina. Le storie di queste donne sono diverse, ma spesso c'è un punto in comune che è quello di avere iniziato a correre in un momento non semplice della vita. Sentire il battito del proprio cuore, il respiro passo dopo passo e capire che la fatica che si sente tutta nelle gambe può essere superata se c'è la volontà, se c'è la testa, tutto questo ha trasformato la semplice attività sportiva in qualcosa di più. La capacità di motivarsi ed applicare la "legge della corsa" anche nella vita di tutti i giorni. In quest'ottica ha un sapore particolare il traguardo di New York.