«Sabaudia deve approfittare sino in fondo dell'occasione avuta e dare lustro a se stessa e a tutta la provincia. Questa è un'occasione irripetibile che va sfruttata sino in fondo e nel migliore dei modi».
A parlare in questi termini è il Direttore Tecnico della squadra olimpica di canottaggio, Franco Cattaneo, l'uomo che in poco tempo è riuscito a portare la nazionale azzurra sul tetto del mondo (l'Italia ha vinto il medagliere nelle ultime due edizioni dei Mondiali, quelli di Sarasota in Florida e Plovdiv in Bulgaria, ndr) e che guarda a Sabaudia 2020, ad una delle tre prove di Coppa del Mondo che si disputerà sul lago di Paola, come... «ad un qualcosa di meraviglioso che dovrà, necessariamente, aprire orizzonti nuovi».
Certificando di fatto Sabaudia come bacino internazionale?
«Esatto, quanto di meglio si potesse chiedere. Questa è un'occasione che va sfruttata al 101%. Sarebbe deleterio per tutti pensare solo ed esclusivamente alla gara, alla sola prova di Coppa del Mondo».
Anche e soprattutto per la "sua" Nazionale.
«Senza ombra di dubbio. Noi stiamo benissimo a Sabaudia, gli atleti amano questo posto, ci sono tutte le condizioni, ad iniziare dal clima, per lavorare come piace a me. A patto, però, che si arrivi finalmente a capire che la Nazionale italiana è un bene prezioso per tutti, anche e soprattutto per la città che ci ospita da novembre a marzo per i raduni invernali».
Parliamo dell'ormai famoso discorso riguardante il regolamento del lago.
«Un discorso fatto più volte, ma che è fermo ad un punto morto. L'amministrazione, nella persona di Alessio Sartori che, meglio di altri, conosce la situazione, sa perfettamente che questo regolamento va fatto, per il bene di tutti, anche e soprattutto di una comunità che in questo modo potrà finalmente far tesoro del fatto che Sabaudia è la città del remo. Capisco le esigenze degli operatori, ma un regolamento fatto a dovere, può portare benefici a tutti, a noi come a loro».
Intanto questo è l'anno più importante per il remo azzurro. Tokio chiama e l'italia del canottaggio deve rispondere.
«E noi risponderemo, di questo ne sono pienamente convinto. I primi raduni hanno dimostrato come questa Italia non si culli sugli allori, ma pensi a migliorarsi. Anche perché ora abbiamo davvero gli occhi del mondo puntati addosso».
Raduni che hanno riconsegnato a Cattaneo atleti importanti in chiave qualificazione olimpica come Domenico Montrone e Giuseppe Vicino, entrambi punti di forza del Terzo Nucleo Atleti Fiamme Gialle.
«Due atleti di vitale importanza per la costruzione di barche che possano arrivare a qualificarsi per le prossime Olimpiadi di Tokio da assolute protagoniste».
Chiaro il riferimento a quel Due Senza che prima dell'infortunio di Vicino era una barca praticamente imbattibile.
«Tornerà ad esserlo perché le prime prove ci hanno consegnato due atleti che si intendono a meraviglia e che hanno voglia di tornare ad essere, insieme, assoluti protagonisti».
Matteo Lodo, intanto, ha vinto un argento mondiale con il Quattro Senza, altra barca di punta.
«Sì, esatto, come il Quattro di Coppia, fortissimo ma imprevedibile. Sono ragazzi, alcune volte irrequieti, che vanno controllati passo dopo passo».