Ricordi indelebili di un pomeriggio in rosa. Anche se, tra le sue 42 vittorie al Giro d'Italia, tutte in volata, non c'è quella datata 14 maggio 2000, l'ultima volta della corsa rosa sul traguardo di Terracina. Quel giorno, per la cronaca, s'impose in volata Ivan Quaranta.
Mario Cipollini, ieri ed oggi: «Ricordo che ci fu la caduta di Savoldelli (all'angolo tra via De Angelis e via Badino, che stava per rovinare la grande festa. Tutta colpa del brecciolino per un cantiere aperto per l'ampliamento della scuola Giovanni Paolo II) e il treno della volata rallentò. Peccato, perché avrei potuto vincerla quella tappa».
Cipollini, però, quel giorno vestì la maglia rosa.
«Sì, è vero. Era la quarta volta per me, ma durò solo quella tappa. Al termine della successiva, la Terracina-Maddaloni, la maglia venne indossata da Cristian Moreni».
Quella sera, però, al termine della gara...
«Festeggiammo a lungo con la squadra a San Felice Circeo. Una serata molto bella, in un posto incantevole. Faceva caldo, si stava bene. Condizioni ideali per brindare alla seconda maglia rosa di quella corsa, la prima in effetti considerando che il via della corsa era stato un crono prologo a Roma».
Il giorno di Cipollini in rosa, il popolo ciclistico di Terracina in festa. Cosa ricordi di quel 14 maggio 2000?
«Il calore delle gente. Il Giro d'Italia è qualcosa di meravigliosa. Racchiude storia, costume, tradizioni, sport, città e paesaggi meravigliosi. Una corsa unica».
Anche e soprattutto per "Super Mario".
«Sono riuscito a battere il record di un certo Binda, uno che ha fatto la storia del nostro ciclismo. Alla corsa rosa, al di là delle mie vittorie e dei cinque giorni in cui ho indossato la maglia rosa, mi legano ricordi indelebili».
Quella domenica, anche a Terracina, fecero festa i tifosi laziali per lo scudetto arrivato al fotofinish con la sconfitta della Juventus a Perugia e il successo dei biancocelesti con la Reggina.
«Questa cosa non la ricordo, ma calcio a Giro d'Italia sono andati molte volte a braccetto, passandosi il testimone. Finiva il campionato ed iniziava il Giro».
Cipollini è da sempre legato alla terra pontina.
«Ho molti amici, persone con le quali spesso e volentieri facciamo delle rimpatriate. La terra pontina è molto bella. Sabaudia, Terracina, San Felice Circeo, tanto per fare tre nomi, sono posti incantevoli».
Quanto può essere importante il ritorno d'immagine nell'ospitare una tappa del Giro d'Italia per un piccolo comune come Terracina?
«Il Giro d'Italia è la storia del nostro Paese ed oggi con la copertura televisiva e mediatica, la cassa di risonanza è maggiore. Terracina sarà una delle splendide cartoline di questa corsa».
Chi vincerà questo Giro d'Italia?
«Mi auguro con tutto il cuore che sia Vincenzo Nibali a trionfare. Questo può essere davvero il suo anno».