Matteo Lodo e la sua corsa, peraltro giusta e moderata, contro il tempo. Perché è bello tornare, ma una volta in barca bisognerà essere al 100%. Del resto l'obiettivo è quello di Tokio 2020 e rifarsi male ora potrebbe davvero risultare deleterio, almeno nel canottaggio, dove le barche olimpiche vanno preparate con cura.
Tutto questo ed altro ancora per dire che nella giornata di venerdi il Direttore Tecnico, Francesco Cattaneo, dopo le varie valutazioni sulle condizioni di salute di Matteo Lodo, che lo avevano tenuto lontano negli ultimi mesi dalle gare, ha deciso di convocare nuovamente l'atleta. Matteo, infatti, ha raggiunto i propri compagni di squadra a Piediluco e continuerà ad allenarsi con loro fino al 19 luglio. Anche il Medico Federale, il dottor Antonio Spataro, ha confermato il miglioramento della situazione clinica di Lodo, il quale ha potuto ricongiungersi con il resto del gruppo olimpico.
«Essere tornato nel gruppo è un piacere infinito - ci ha spiegato al telefono da Piediluco l'atleta di Terracina - Al momento, però, mi divido tra remoergometro e cure fisioterapiche».
Come a dire: andiamoci piano.
«Non potrebbe essere altrimenti. A marzo, quando ho iniziato ad avvertire i primi fastidi alla schiena, pensavo fosse una situazione che poteva essere risolta in breve tempo. Sono passati, invece, tre mesi. Essere rientrato nel gruppo è già un traguardo, ma non voglio assolutamente fare previsioni. L'obiettivo è guarire bene e ritrovare la forma».
Il Mondiale di Linz?
«Non posso e non voglio fare previsioni, non sarebbe giusto nei confronti di nessuno, tantomeno del Direttore Tecnico, Franco Cattaneo, che farà, da qui in avanti, le proprie valutazioni in base, giustamente, allo stato di salute degli atleti».
La rassegna iridata, dunque, non può e non deve essere un'ossessione.
«Assolutamente. Era importante tornare nel gruppo, riassaporare l'aria della Nazionale olimpica, ma la strada da percorrere è lunga. Ho ripreso con calma, cercando di caricare il meno possibile, ma da qui a salire in barca passerà ancora un po' di tempo».
Questo vuol dire che una tua possibile assenza al Mondiale bisogna metterla in preventivo?
«Non posso correre il rischio di rifarmi male e magari stare fermo tanti mesi. La situazione va monitorata giorno dopo giorno ed ho la fortuna che il nostro staff medico è di valore assoluto: sono tornato apposta a Piediluco».
Si può pensare, dunque, ad una rassegna iridata, ad un Due senza, con Matteo Lodo spettatore?
«In questo momento il mio unico pensiero è quello di stare bene e tornare quanto prima ad allenarmi in barca con gli altri. Il resto sarà una conseguenza».
Ad un anno dalle Olimpiadi, del resto, non potrebbe essere altrimenti.
«Ci vuole rispetto per se stessi e per gli altri e la Nazionale italiana, che da due anni è in cima al medagliere mondiale, è fatta di atleti di assoluto spessore che possono tornare utili in qualsiasi momento e situazione. Sono felice per Giuseppe (Vicino, ndr) e in cuor mio spero di tornare presto a fare coppia con lui. Se così non fosse nel breve, farò il tifo per lui e per i miei compagni affinchè a Linz trovino il pass per le Olimpiadi. Io, lo ripeto, voglio riacquistare la forma perduta. Senza quella, non si va da nessuna parte, tantomeno ai Mondiali».