L'altra faccia, non meno importante, di questo Mondiale in terra austriaca, è rappresentata dalle barche non olimpiche, pronte a regalare medaglie importanti allo squadrone azzurro caro al presidente, Giuseppe Abbagnale. E' il caso del Singolo Pesi Leggeri maschile di Martino Goretti, figlio di Sabaudia e delle Fiamme Oro.
La gara - Bronzo continentale in carica e settimo l'anno scorso ai Mondiali di Plovdiv, l'azzurro si staccava dai blocchi di partenza velocissimo, ma era il campione europeo in carica, l'ungherese Peter Galambos, a prendere il comando delle operazioni imponendo agli inseguitori il suo ritmo di 38 colpi. L'azzurro con trentanove cercava di ricuperare subito il gap iniziale e, al passaggio della prima frazione, era già primo davanti all'Ungheria e all'australiano Sean Murphy vittorioso quest'anno nella seconda e la terza tappa di Coppa del mondo. Una condotta di gara, quella dell'azzurro, che non dava tregua agli avversari con una velocità costante della barca probabilmente dovuta anche all'uso delle speciali pale. Al passaggio di metà gara Martino Goretti era sempre primo con alle spalle Ungheria e Australia. Tanta la voglia di vincere e di riportare in Italia un titolo mondiale che mancava dall'oro di Marcello Miani ad Amsterdam nel 2014. Primo anche a 1500 metri con un maggiore distacco dagli avversari che iniziava ad accusare il ritmo dell'azzurro. Il finale era incandescente con Martino Goretti che vinceva il titolo mondiale sul singolo con quattro secondi di distacco dall'Ungherese. Una straordinaria medaglia d'oro.
Dalle Fiamme Oro alla Marina Militare, rappresentata al meglio sul Quattro di Coppia Pesi Leggeri maschile da Catello Amarante e Gabriel Soares.
La gara - Gli azzurri, pronti a difendere l'argento di Plovdiv dello scorso anno, si sono presentati a Linz con il solo Amarante reduce dall'equipaggio vice campione mondiale. Italia pronta a schierare la barca campione d'Europa in carica e, per tre quarti (c'era il viareggino Niels Torre al posto di Fontana), oro in Coppa del Mondo a Poznan, in terra austriaca per riportare in patria l'oro iridato che manca dal 2011. Con questo obiettivo la formazione azzurra è andata subito in testa seguita a punta a punta dalla barca austriaca. Al passaggio dei 500 metri però era la Cina che, sorprendentemente, si portava al comando seguita dal quartetto azzurro che attaccava per tornare a prendersi la prima posizione. Con la Cina che allungava davanti, la lotta per la seconda posizione era ora tra Italia e Olanda, risalita dalla quarta posizione, che con attacchi repentini superava la formazione azzurra transitata seconda ai 1500 metri. Il finale vedeva la barca cinese sempre al comando ma alle sue spalle l'Italia piazza un serrate finale che le permetteva di piegare la resistenza olandese per l'argento e di risalire sino alle calcagna dei cinesi, che riuscivano a resistere sin sul traguardo. L'Italia era così argento per il secondo anno consecutivo.