La storia del remo azzurro abita dalle nostre parti. Dopo la giornata di ieri, a maggior ragione. E, ci permettiamo di dirlo: potrebbe non essere finita qui. L'Italia, al momento, ha qualificato otto barche alle Olimpiadi di Tokio. Ad ottenere il pass per la Terra a cinque cerchi del Sol Levante hanno contributo, per sette di queste, gli atleti dei Gruppi sportivi militari di stanza a Sabaudia.
Qualche anno fa, proprio a noi di Latina Oggi, il presidente della Federazione, il grande Giuseppe Abbagnale, aveva confidato: «Mi piacerebbe un giorno vedere il settore femminile avvicinare quello maschile: è un mio obiettivo».
Ieri, al termine della penultima giornata di gare ai Mondiali, sul bacino austriaco di Linz Ottensheim, il massimo dirigente del remo azzurro avrà gongolato di gioia perché l'Italia del canottaggio, la sua Italia, è definitivamente entrata nella storia del remo femminile qualificando tre barche: il due senza senior femminile (Kiri Tontodonati e Aisha Rocek), il doppio pesi leggeri femminile (Valentina Rodini e Federica Cesarini) e, dopo 35 anni - dalle Olimpiadi di Los Angeles 1984 (allora c'era anche il timoniere a bordo), anche il quattro di coppia femminile (Ludovica Serafini, Silvia Terrazzi, Clara Guerra e Chiara Ondoli). Al fianco degli equipaggi femminili l'Italia ha già qualificato per Tokyo 2020 anche il quattro senza, il due senza e il quattro di coppia senior maschile e il doppio pesi leggeri maschile portando a 20 le carte olimpiche per i Giochi di Tokyo 2020.
E, come dicevamo, non è finita qui perché oggi l'Italremo avrà altre due chance di qualifica con il singolo senior maschile e il doppio senior femminile.
Felicità Fiamme Gialle - Ieri, intanto, grande euforia dalle parti della caserma "Spiridigliozzi", al Terzo Nucleo Atleti Fiamme Gialle. Complice, ovviamente, la sorprendente prestazione delle donne in gialloverde che, nelle finali B del Doppio Pesi Leggeri e del Quattro di Coppia Senior, hanno centrato la qualificazione olimpica.
La prima a staccare il pass per Tokyo 2020 è stata Valentina Rodini in Doppio PL con Federica Cesarini (Fiamme Oro/C. Gavirate). Una gara al limite del naturale per le due azzurre che sono partite in terza posizione e fino agli ultimi 1500 sono state lontano da Svizzera e Canada sembrate, in quel momento, imprendibili. Solo la vittoria avrebbe potuto regalare il pass olimpico e le due fuoriclasse del remo lo sapevano bene. Negli ultimi 500 metri, infatti, succedeva di tutto. Le svizzere crollavano finendo nelle retrovie, l'Italia metteva in acqua tutta la voglia di vincere incrementando inesorabilmente il ritmo tanto da sorprendere le canadesi che non riiuscivano a respinge gli attacchi azzurri. Sul traguardo l'Italia di Valentina Rodini e Federica Cesarini chiudeva in prima posizione, prenotando il biglietto per i Giochi Olimpici di Tokyo 2020.
Da una barca, all'altra. Nella Finale B del Quattro di Coppia Senior, contro USA, Romania e Russia, la gialloverde Clara Guerra, unitamente a Chiara Ondoli, Ludovica Serafini e Silvia Terrazzi, di certo non partiva tra le favorite per la conquista degli unici due pass disponibili.
Tutto si ribaltava nel momento in cui è scattato il semaforo verde. Le azzurre sono balzate subito al secondo posto dietro alle americane. Per tutta la gara l'Italia ha lottato con il coltello tra i denti respingendo ogni possibile attacco. Gli ultimi metri, con le prime due posizioni ben delineate, per Clara Guerra so stati la giusta passerella per celebrare la conquista del pass olimpico per Tokyo 2020.
Amaro in bocca - Restano in casa Fiamme Gialle, a Matteo Lodo e Giuseppe Vicino non si poteva chiedere di più. Con il pass olimpico già in tasca, il Due Senza dei gialloverdi ha chiuso la finale A al quarto posto.
Una gara sottotono che certamente non rispecchia il valore dell'equipaggio azzurro che, rispetto agli avversari, ha dovuto affrontare una gara in più per l'annullamento del quarto di finale nella giornata di mercoledì.
Un quarto posto che arriva dopo un anno travagliato, condizionato dagli infortuni di Matteo e lo stop del 2018 patito da Giuseppe.
Un risultato che certamente non appaga i due atleti del Terzo Nucleo di stanza a Sabaudia, ma che regala la consapevolezza che i due fuoriclasse del remo azzurro sono tornati.
Cihissà, dunque, che fra un anno, a Tokio, non possano tornare a dettare legge così come hanno fatto nel 2017, quando vinsero tutto quello che c'era da vincere, non ultimo il Mondiale di Sarasota.