Il coach con la valigia ha deciso di ripartire. Da una piazza storica, che vive un momento di difficoltà, ma che resta una delle "culle" del basket italiano. Parliamo di Renato Sabatino e del Porto Sant'Elpidio Basket, ultimo in classifica con quattro punti nel girone C della serie B.
Classe 1949, l'allenatore di origine romana, ma pontino a tutti gli effetti, vanta una lunga carriera sui parquet di mezza Italia: Scauri, Latina, Ferentino, Anagni, Cassino, Brindisi, Imola, Albano, Salerno, Battipaglia (femminile), Cefalù e Gualdo Tadino. Nella sua carriera ha ottenuto più di dieci promozioni, a conferma delle qualità tecniche ed umane che hanno sempre contraddistinto i suoi cammini cestistici da Nord a Sud.
L'allenatore, che nella stagione 2018/2019 ha guidato la IUL Roma raggiungendo la salvezza nel campionato di serie B, ha anche ricoperto il ruolo di responsabile del settore giovanile per il Latina Basket dal 2012 al 2015.
«Sono orgoglioso di allenare in una piazza storica del basket italiano come Porto Sant'Elpidio, ho davanti una sfida difficile e stimolante – queste le sue prime parole da neo coach elpidiense - Credo nella salvezza altrimenti non avrei accettato, questa squadra non merita l'attuale posizione di classifica. Dovremo fare gruppo e lavorare a testa bassa, servirà un'impresa, ma io ci credo».
Coach Sabatino, martedì sera, ha diretto il suo primo allenamento e sarà regolarmente in panchina domenica nel derby con Civitanova.
Renato ha salutato gli amici del Bar Turi Rizzo ed è partito per questa ennesima avventura in corsa. «Mi piacciono le cose difficili, sono stimolanti - ha tagliato corto il coach del capoluogo - Ho sempre vissuto di pane e pallacanestro, oggi a maggior ragione perché credo che, nonostante le difficoltà iniziali, ci sono tutti i presupposti per fare, a Porto Sant'Elpidio, un ottimo lavoro e arrivare alla salvezza. Una scommessa? Sì, certo. L'ennesima con me stesso e con la mia vita di pendolare del basket. Ma, ripeto, a me non sono mai piaciute le cose facili e, fortunatamente, gli stimoli sono quelli di sempre».