Tutto fermo, tutti a casa per non complicare ulteriormente una cosa già di per sè molto problematica.
Lo sport s'interroga e con esso quelle persone che, da sempre, lo portano avanti. Come il Generale, Vincenzo Parrinello, Comandante del Gruppo Sportivo Fiamme Gialle.
Lo abbiamo sentito, provando a capire qualcosa di più di un mondo che, diciamolo francamente, fa fatica a stare fermo.
Un mondo, come lui stesso ci ha detto, che sta soffrendo tremendamente questa situazione, ma che senza ombra di dubbio, potrà trarre giovamento in chiave futura, provando a vedere ogni singola cosa, con meno pressione, facendo prevalere il sentimento, un qualcosa che spesso e volentieri viene messo in secondo piano rispetto ad altre cose. Con Parrinello abbiamo posto l'attenzione su questa ed altre cose, con un occhio di riguardo alla nostra Sabaudia, ad una delle capitali incontrastate del remo, a quel III Nucleo Atleti al quale, giustamente, lui si sente profondamente legato. Il tutto a pochi giorni dalla dolorosa notizia della cancellazione della prima prova di Coppa del Mondo, che avrebbe catalizzato l'attenzione di tutti nella settimana di Pasqua.
Dall'alto della tua esperienza, pensi che le Olimpiadi di Tokio siano veramente a rischio?
«Indubbiamente il momento è molto difficile, bisogna naturalmente preoccuparsi della salute di tutti. La tutela della salute, penso, sia il bene prioritario. Certo in questo momento, con l'attuale situazione sanitaria, con tante qualificazioni olimpiche ancora da disputare e con la situazione che, mi auguro, non peggiori ulteriormente, potrebbe crearsi un'onda lunga in altri Paesi. Diciamo che voglio essere ottimista, ma vedo qualche difficoltà».
Sarebbe un peccato per Sabaudia e per il III Nucleo Atleti con dieci barche, di cui una paralimpica, già qualificate.
«Sarebbe un duro colpo per i nostri atleti, ma non solo per i nostri. Tanti sacrifici, tanto lavoro, tanto impegno vanificati, ma se è la scelta giusta per tutelare la salute di tutti, accettiamola con serenità e guardiamo al futuro con fiducia».
Qual è il tuo pensiero ricorrente in questo momento, quello che non ti abbandona mai?
«Dobbiamo avere fiducia, tanta fiducia nella Autorità di Governo e in quelle sanitarie. Cercare di seguire scrupolosamente le indicazioni che ci vengono date senza prestare ascolto alle chiacchiere, o, meglio, alle fake news che gli stupidi mettono in giro».
Le prove di Coppa del Mondo di canottaggio, con Sabaudia in testa, sono saltate e prim'ancora l'inaugurazione del monumento al III Nucleo Atleti.
«Sono dispiaciuto per ciò che è stato giustamente deciso, ma si tratta solo di rimandare, almeno per quanto concerne l'inaugurazione del nostro monumento a Sabaudia. Per adesso pensiamo a stare a casa. Ci sarà modo e tempo per fare tutto».
Cosa significa essere Fiamme Gialle in questo momento?
«Significa far parte di una grande famiglia, con tanti uomini e tante donne che in un momento molto particolare per il Paese si stanno impegnando per aiutare la collettività».
Che tempi ti sei dato personalmente per la ripartenza dell'attività?
«Non lo so, queste previsioni le lascio doverosamente alle persone competenti, agli scienziati. In cuor mio spero solo che il Paese possa tornare alla normalità prima possibile, ma seguendo sempre le disposizioni che ci vengono date».
L'Italia dello sport fa fatica a stare ferma, eppure?
«Lo sport è movimento. Ormai i calendari nazionali e internazionali sono pieni zeppi di appuntamenti, pensare ad uno stop anche di qualche settimana sino a qualche mese fa era ritenuto impossibile. Ora invece... Dobbiamo fare tesoro di questa esperienza, per quanto dura. Approfittiamone per vedere la realtà con un altro occhio, dando il giusto valore alle nostre cose, ai nostri sentimenti, forse ne trarremo giovamento tutti, alla faccia del Coronavirus e di quello che sta accadendo».