Il grido di allarme lanciato qualche giorno fa dall'Opes, ente di promozione sportiva, per quanto riguarda la possibile crisi che travolgerà l'associazionismo sportivo dopo il passaggio del ciclone Coronavirus, è arrivata la risposta, anche se solo parziale, da parte del Governo con il decreto Salva Italia: «Questo decreto deve essere un punto di partenza. Purtroppo c'è ancora molto da fare per poter permettere al mondo dello sport dilettantistico e di base di riprendere il lavoro quotidiano una volta che sarà passato questo periodo di emergenza. Saremo quindi attenti - afferma Davide Fioriello, vice presidente Nazionale di Opes - alle prossime mosse del Governo, cercando come abbiamo fatto fino ad ora di essere da pungolo con proposte serie e concrete per salvaguardare il nostro mondo».
Il ministro dello Sport Vincenzo Spadafora hanno lasciato comunque degli spiragli per l'ottimismo. Sulla Gazzetta dello Sporto ha affermato infatti di avere a cuore il destino di quasi centomila società dilettantistiche che vivono di piccoli introiti e che devono fare i conti con i pagamenti degli affitti e con tante altre spese che si riflettono sui bilanci: «Intanto cominceremo a utilizzare ciò che già abbiamo – aveva illustrato il Ministro dello Sport – C'è un fondo specifico di 10 milioni per le società sportive dilettantistiche e di 15 per la promozione sportiva. In più potremo mettere a disposizione una parte dei fondi dell'impiantistica che arrivano quest'anno a 200 milioni. Ma c'è necessità di avere un quadro complessivo». Per evitare il fallimento di molte imprese del settore sportivo, Spadafora aveva aggiunto che il Governo stava valutando la sospensione delle bollette e dei canoni per i concessionari degli impianti pubblici, così come per i mutui, anche se qui bisogna scindere tra quelli concessi dall'Istituto per il Credito Sportivo da quelli delle altre banche.