La pallanuoto italiana è, anche e soprattutto, Alessandro Campagna. Un signore dentro e fuori le piscine, capace di vincere tutto da giocatore e di aver riportato, da allenatore, la Nazionale italiana a livelli altissimi.
La pallanuoto, come tutti gli sport, ha necessità di ripartire. Cosa pensi al riguardo?
«La pallanuoto, come tutto lo sport, non può certo non tenere in considerazione la situazione del paese e si atterrà alle disposizioni governative in termine di riapertura degli impianti e di ripresa in sicurezza degli allenamenti. Quando ci sarà chiarezza potremo pensare ad una ripresa, ma dovremo farci trovare pronti con la messa in sicurezza degli impianti e come cambierà l'organizzazione degli stessi e degli allenamenti. Certo, mi auguro ci siano i presupposti per una riapertura delle attività di base e magari una ripresa dei campionati, ipotesi difficile ma aspettando ai potrà capire».
L'Anzio Waterpolis, che ha preso l'eredità della Latina Pallanuoto, ha un progetto ambizioso e vuole salire in A1. Qual'è il tuo pensiero?
«Il progetto è ambizioso e la squadra nel girone di andata aveva fatto già capire le proprie ambizioni e potenzialità, Quando ci sono questi progetti che portano investimenti ed entusiasmo, io sono sempre favorevole».
Conosci la squadra? C'è Perez, che nonostante l'età, fa ancora la differenza.
«Conosco benissimo tutti i giocatori e l'allenatore, ma non l'ho mai vista giocare. Perez è una persona che regala entusiasmo e solidità difensiva ed è un ragazzo positivo».
Il tuo rapporto con la società di Damiani è sempre stato ottimo, quanto è importante per un cittì della Nazionale avere questo tipo di collaborazione con i club?
«Il rapporto di un cittì con tutte le società deve essere sempre coinvolgente, perché tutti contribuiamo a fare innalzare il livello tecnico, culturale e scientifico di diffusione del nostro movimento. E poi i risultati del Settebello sono di tutti. La Nazionale è delle società e tutti possono concorrere ad aiutare a ottenere risultati internazionali che danno un riverbero di immagine a tutto il movimento».
Come sarà la pallanuoto del dopo Coronavirus?
«Spero che i presidenti e le società abbiano la forza di ripartire più forti di prima e che a settembre ci siano il più basso numero di defezioni nelle iscrizioni ai vari campionati assoluti e soprattutto giovanili».
Cosa sta facendo Campagna in questi giorni di isolamento a casa?
Mi alleno una volta al giorno a secco, cerco di tenermi aggiornato sul lavoro coinvolgendo staff e giocatori anche nelle analisi di partite recenti. Mi interessa sapere il loro punto di vista. Cucino e guardo news e serie su Netflix».
Il presidente Barelli sembra determinato sul far ripartire tutte le attività natatorie, ma c'è già chi parla di un campionato unico, A1 e A2 insieme per la prossima stagione se non si dovesse ripartire. Cosa pensi al riguardo?
«Barelli si sta battendo come un leone per cercare di sensibilizzare il Governo sulle difficoltà delle società sportive e dei gestori degli impianti. Farà di tutto per sostenerli e per farli riaprire prima possibile. Per quanto riguarda il prossimo campionato ci sono varie ipotesi, ma bisogna pensare a soluzioni e formule che tengano conto della situazione economica delle società e della programmazione degli eventi internazionali che nel prossimo quadriennio saranno più numerosi che mai».