Latina sportiva, nella sua storia, ha dato il benvenuto e successivamente abbracciato, tanti campioni. Alessandro Calcaterra, il centroboa per antonomasia della pallanuoto italiana, è uno di questi. Una sola stagione in via dei Mille è bastata a "Sandrone" per farsi amare da tutti. Raccontarlo, non è mai stato facile, si è sempre corso il rischio di perdersi qualcosa per strada.
Noi lo abbiamo fatto rivisitando quei mesi trascorsi al suo fianco nella piscina scoperta di via dei Mille. Diciamo, insomma, che abbiamo voluto interrogarlo su passato e presente, offrendogli la bontà del nostro taccuino per ricordare i vecchi tempi e guardare al futuro, nonostante questa devastante emergenza, con sano ottimismo.
Come trascorre il suo tempo di questa pausa forzata Alessandro Calcaterra?
«Studiando un po', guardando qualche partita al computer, poi davanti ai fornelli per provare ricette sfiziose per la mia famiglia. Qualche lezione online di pilates con la mia personal trainer, mia moglie e, infine, davanti alla tv a guardare qualche serie».
Stagione 2010-2011 a Latina. Ricordi di un'annata storica per il club del capoluogo e ottima per te.
«A parte il freddo della piscina scoperta, la ricordo come una bellissima stagione sia a livello di squadra che individuale. Raggiungemmo dei playoff storici, dove facemmo un'ottima figura contro la Pro Recco e poi per la prima volta sono riuscito a vincere la classifica marcatori del campionato».
Qual'è il ricordo più bello che hai di Latina?
«L'accoglienza e l'entusiasmo che ricevetti all'arrivo. Latina è stata una delle società più serie in cui ho militato. Peccato per come è andata a finire».
Come sarà il mondo della pallanuoto dopo questa emergenza?
«Vivrà un periodo molto duro, difficile ed incerto. Però leggo che il presidente Barelli si sta battendo molto per sensibilizzare il Governo proprio sulle difficoltà che potranno avere società ed impianti, quindi spero che i club non mollino e credano in un futuro migliore».
Hai un rimpianto rivisitando mentalmente la tua carriera?
«Gli errori si fanno, sono all'ordine del giorno, quindi qualche rimpianto ce l'ho di sicuro, ma preferisco guardare sempre avanti».
Molti pensano ad una prossima stagione con squadre di A1 e A2 insieme. Cosa pensi al riguardo?
«Ne sto sentendo molte per la prossima stagione. Addirittura 16 squadre in A1. Io sono uno di quelli che porterei la massima serie a 10 squadre. Lascerei tutto così, tenendo conto anche delle varie situazioni finanziare che ci saranno dopo questa emergenza. E poi non dimentichiamoci che il prossimo anno ci saranno le Olimpiadi di Tokio».
Latina si è trasferita ad Anzio con un progetto importante. Damiani punta molto in alto.
«Ho letto e visto attraverso i media gli investimenti fatti in questi ultimi tre anni nell'allestire squadre sempre molto competitive. Persone come lui, cariche di entusiasmo e voglia, fanno bene a questo sport».
Ti piacerebbe un giorno venire ad allenare l'Anzio Waterpolis, magari in A1?
«A me piace allenare squadre che dietro hanno un progetto importante. A Latina, in passato, sono stato bene e le persone che ci sono ora in società ad Anzio, sono le stesse. Quindi, mai dire mai».