L'emergenza Coronavirus continua a regnare sovrana e la tanto decantata fase 2 è un qualcosa che fa a "cazzotti" con ogni singola disciplina sportiva.
A scendere in vasca con noi, è proprio il caso di dirlo, è il presidente della Federazione Italiana Nuoto, Paolo Barelli.

Per gli sport di squadra bisognerà attendere almeno il 18 maggio. Cosa ne sarà dei campionati di pallanuoto?
«Diciamo subito che è arrivato il momento che il Governo si assuma le proprie responsabilità, annunciando quando sarà possibile riaprire gli impianti: siamo al limite del default. Mi dite, voi com'è possibile per i gestori degli impianti riaprire le strutture solo per far allenare i singoli campioni? I costi chi li copre? Le società sono sul piede di guerra. Vogliono sapere quando potranno riaprire. Se il Governo continua ad andare avanti in questo modo, non sarà possibile riaprire tutte le strutture con il rischio fondato di un collasso».

L'Anzio Waterpolis di Francesco Damiani è in fibrillazione, anche perché si sta giocando la promozione in A1. Qual'è la sua idea a riguardo di questo campionato?
«La prossima settimana, con la speranza che si faccia chiarezza su quanto detto in precedenza, ci riuniremo per cercare di guardare più in là del nostro naso e prendere una decisione. L'Anzio Waterpolis, come tutti, ha necessità di ripartire e noi vogliamo questo a patto che il Governo ci faccia sapere di che morte dobbiamo morire».

Anzio, tra l'altro, ha un progetto natatorio molto importante con un investimento a livello di impianto che non è da tutti.
«Francesco Damiani va soltanto elogiato per quello che sta facendo per il movimento natatorio, a maggior ragione in un momento come questo. Gli dico solo di tenere duro».

Barelli sta già pensando ad una possibile riforma dei campionati o è ancora troppo presto?
«Credo che sia prematuro parlarne. Vediamo come si evolverà la situazione. Perché se questo decreto ha voluto disegnare la fase 2A, servirà immediatamente anche la B».

L'emergenza in atto aprirà inevitabilmente uno stato di crisi per impianti e società. Come se ne verrà fuori?
«Essendo chiari con tutti e non pensando soltanto ai campioni. Noi come Federazione possiamo occuparci del Centro Federale di Ostia, ma il resto d'Italia?».

Niente scudetto in A1, ma promozioni e retrocessioni nel caso non si dovesse più ripartire?
«Non è stato deciso ancora nulla. La speranza è che il Governo si accorga dell'importanza dello sport e ci faccia ripartire tutti nel rispetto delle norme».