Qualcuno aveva sperato che il 4 maggio sarebbe stata la volta buona per poter tornare ad assaporare il gusto di allenarsi su un campo da tennis. Ma l'aspettativa è svanita, come prevedibile, alla lettura del nuovo DPCM del Premier Conte che ha riaperto le porte del tennis soltanto ad atleti di importanza nazionale, cento in totale, segnalati dalla Federazione direttamente al Governo. Solo loro potranno allenarsi in Italia, tra questi c'è anche il giovane pontino Zeppieri, tennista di Latina tra i migliori prospetti a livello nazionale.

E gli altri? Per amatori e dilettanti ci sarà ancora da attendere, nonostante la Fit, nella persona del presidente Binaghi, avesse nei giorni scorsi più volte ribadito come il tennis fosse uno dei pochi, se non l'unico, sport in grado di garantire il massimo della sicurezza in campo. Istanze che non sono state raccolte dalla task force messa in piedi dal Governo per decidere cosa si può o meno fare nell'ormai celeberrima "fase 2", con buona pace dei tanti circoli, anche naturalmente della provincia di Latina, che attendono una schiarita in un orizzonte alquanto nebuloso.

A fare un po' di chiarezza ci pensa il delegato provinciale della Fit, Alessandro D'Onofrio: «Le parole del Premier Conte hanno generato subito una grande confusione perché ha parlato di sport individuali per dilettanti e non. In molti mi hanno contattato, ma è chiaro che non si parla assolutamente di poter riaprire i circoli. Purtroppo non sarà così. Con grande rammarico abbiamo constato che il Governo non ha ritenuto sicuro procedere con la riapertura almeno del tennis. Anche se, come più volte ribadito dal nostro presidente, i giocatori sarebbero totalmente al sicuro viste le misure del campo».

Invece ci sarà ancora da aspettare...
«Speriamo il meno possibile. Tutto lo sport deve ripartire, non solo per questioni di salute. Il tennis, il padel tennis e il beach tennis, che sono gli sport che ci riguardano, in provincia vantano tantissimi appassionati e molte strutture che danno da mangiare a molte famiglie. Ecco, qualcuno dovrà pensare che con tre mesi senza attività si rischia di perdere tanto, troppo: un rischio che non possiamo permetterci. Noi come Fit stiamo facendo e faremo tutto il necessario, sia come comitati provinciali che come regione, con il presidente Giorgio Di Palermo in testa, che proprio ieri ha inviato una lettera aperta al presidente Zingaretti. In provincia ci sono 36 circoli affiliati Fit e molti altri che non lo sono ma che devono essere considerati: qui parliamo della vita e del lavoro degli addetti ai lavori. Non si pensasse solo ai maestri, ma a tutto quello che c'è dietro ad una struttura».

Una data certa non c'è ancora?
«No, e non dobbiamo dare illusioni alle persone. E' certo che il 4 maggio non si aprirà, noi lotteremo per il 18 che al momento resta più che altro una speranza. Ripeto, faremo il possibile a tutti i livelli per far comprendere che si può riprendere e si potrà farlo in totale sicurezza. Oggi la priorità è quella di tutelare i circoli».

C'è la possibilità che qualcuno possa dover chiudere i battenti?
«C'è chi è in sofferenza, ma per ora fortunatamente l'intenzione di tutti è quella di andare avanti e lottare».

Per giorni ha circolato un decalogo proprio riguardo alla sicurezza, sia per il tennis che per il padel...
«Sì, si tratta di un protocollo studiato minuziosamente ma che per ora non rappresenta nessuna normativa. La decisione sarà esclusivamente della politica. Quel che posso dire è che al momento di riaprire lo si farà probabilmente per i campi all'aperto, che garantiscono maggiore sicurezza per la salute degli atleti».