Verrà ricordato sempre come l'allenatore che portò la Latina Pallanuoto ai play off scudetto, prima ed unica volta nella storia di un club che ora si è definitivamente trasferito ad Anzio, cambiando denominazione. Yiannis Giannouris non ha dimenticato quella stagione 2010-2011 quando il suo "settebello" riuscì nell'impresa, grazie alla vittoria a Nervi con i famosi 10 gol di Alessandro Calcaterra, di chiudere la stagione regolare in A1 all'ottavo posto, garantendosi di conseguenza il quarto di finale dei play off scudetto contro la "corazzata" Pro Recco.
«Momenti irripetibili che porterò sempre nel mio cuore - ci ha confidato al telefono dalla ‘sua' Vouliagmeni, l'allenatore greco - Giocammo una stagione strepitosa, peccato che fu l'ultima in A1 per Latina».

Un'occasione persa?
«Latina poteva avere un futuro nella pallanuoto, ma la città non ha creduto e, soprattutto, supportato a dovere il presidente Damiani. Il problema della piscina ha finito per cancellare quanto di buono era stato fatto, soffocando sul nascere qualsiasi altro progetto».

Oggi la Latina Pallanuoto si è trasferita ad Anzio, cambiando denominazione.
«Damiani è un presidente ambizioso, che sa il fatto suo. Mi dicono che stia investendo molto sull'impianto. Peccato, perché avrebbe potuto fare la stessa cosa a Latina, dove la gente ama questo meraviglioso sport. Uno dei ricordi più belli, la tribuna sempre piena di gente».

Cosa fa oggi Yiannis Giannouris?
«Si guadagna da vivere facendo l'ingegnere a Baku. Sono rimasto, però, nel mondo della pallanuoto, perché la mia collaborazione con la Fina, prosegue. Al momento, però, sono bloccato a Vuliagmeni, a casa mia».

Torniamo a quella stagione a Latina. Tra i tanti primati, anche quello di aver portato il grande Alessandro Calcaterra a vincere per la prima volta la classifica marcatori.
«Stiamo parlando di uno dei più forti centroboa della storia della pallanuoto italiana. Giocò una grande stagione, culminata con i dieci gol realizzati a Nervi che gli valsero il titolo di capocannoniere».

Non furono, però, tutte rose e fiori con lui e Vittorioso.
«Ci furono delle divergenze circa i miei metodi di lavoro ma, visti i risultati, alla fine ho avuto ragione io. Scherzi a parte, ho avuto modo di sentirlo ed oggi che lui è tecnico, forse capirà meglio determinate cose e le mie scelte di lavoro fatte a suo tempo con quella squadra».

Resta il fatto che quel gruppo fece un qualcosa di straordinario.
«La prima e unica volta della Latina Pallanuoto tra le migliori otto squadre d'Italia. Con tutti i problemi logistici che avevamo, non fu poca cosa, tutt'altro. Merito anche di un gruppo dirigenziale, con in testa il presidente Damiani, che ha sempre creduto nel mio lavoro».

E le mattinate a Turi Rizzo?
«Le ricordo come se fosse ieri. Mamma mia che buone quelle paste. Il tutto grazie ad Egidio Cervini, un dirigente incredibile. Sempre pronto a soddisfare ogni nostra richiesta ed esigenza. Lui e Roberto De Gennaro, sono persone che non dimenticherò mai».

Il presidente Damiani, con il progetto di una piscina finalmente tutta sua, può fare ad Anzio quello che avrebbe voluto fare a Latina.
«Glielo auguro di tutto cuore, perché è una persona seria ed un professionista che può soltanto che fare del bene a questo sport. La dirigenza è la stessa, non è cambiato nulla: a maggior ragione, sarei felice se l'Anzio riuscisse a tornare in A1, per poi progettare qualcosa di importante per gli anni a venire. Le credenziali per far bene ci sono tutte, ad iniziare da un impianto degno di tale nome che rappresenta una base di partenza non indifferente. Utile, anche e soprattutto, a far crescere il vivaio».