Dopo dodici anni di presidenza, Gianluca La Starza è deciso a dire basta, almeno per quanto concerna la prima squadra. Con l'imminente blocco definitivo dei campionati, almeno sulla carta la Lynx Latina Calcio a 5 salverebbe la propria stagione. "Sì, ma io non ho nessuna intenzione di continuare. La serie A1, ma probabilmente nemmeno la serie A2, fanno più per me. In questo momento le mie priorità sono altre. Ho investito tanto in questi anni, dal punto di vista prettamente economico e non solo. Adesso è arrivato il momento di dire basta. Avrei dovuto farlo prima, dando retta a mio fratello. La prima squadra e, dunque, la serie A1, ad un certo punto, è diventata come una droga e, a lungo andare, ti uccide. Diciamo allora: meglio tardi, che mai".

Ci sono acquirenti?
"A quanto pare sì, almeno un paio. Sinceramente, però, non so come si possa, almeno in questa nostra città, continuare a fare sport, in questo caso calcio a 5, a livelli molto alti. Ci sarà modo e tempo per sedersi a tavolino e decidere. Una cosa è certa: io mi fermo qui".

Solo settore giovanile?
"Ho fatto un investimento importante con la struttura al Park Hotel e non vorrei disperderlo. Abbiamo oltre 120 ragazzi, copriamo tutte le categorie sino all'Under 19. I giovani rappresentano un serbatoio vitale, vorrei concentrare le mie forze soltanto su di loro".

Latina avrà ancora una squadra di A1 o A2?

"Difficile dirlo ora. Di sicuro, almeno per me, non ci sono più le condizioni per andare avanti. Mi sono illuso che nel corso degli anni le cose potessero cambiare, mi sono fatto ingolosire quando, invece, la serie B andava più che bene. Oggi, però, almeno a Latina fare sport a certi livelli è diventata una cosa impossibile".

Solo remissione?
"Di sicuro nessuno diventa ricco investendo sullo sport, tantomeno a Latina. O almeno, io non lo sono diventato. Il volley è emigrato a Cisterna, così come la pallanuoto ad Anzio. Il basket si regge sulla forza di una famiglia importante come Benecquista, ma credo che anche loro siano un po' stufi della situazione di assoluta, o quas, indifferenza. Se a tutto questo aggiungiamo il problema di un impianto non all'altezza della situazione e di determinate eccellenze come il PalaBianchini, il quadro è completo. Al di là di questo, però, mi sono stancato. Voglio dedicarmi a cose più importanti, ad iniziare dalla famiglia. Sto per diventare padre ed è la cosa più bella al mondo. Come ho detto prima, ora ci sono altre priorità".

Ma queste due opportunità di prendere in mano la società sono reali oppure no?
"Non sono voci se è quello che pensate. Ma da qui a chiudere il discorso, ce ne passa. Una delle mie priorità è anche questa: lasciare il club e magari un titolo di A1 in mani sicure. Altrimenti si chiude bottega e amen".