Il Latina ha richiamato Raffaele Scudieri sulla panchina e continuerà con il silenzio stampa. Questo il breve comunicato della società: "Torna a sedere sulla panchina del Latina Calcio 1932 mister Raffaele Scudieri. La decisione stamattina al termine di un incontro chiarificatore tra i vertici societari e il mister che è servito anche a rimuovere le incomprensioni dell'ultimo periodo. Scudieri riprenderà le redini della squadra già dal pomeriggio di oggi con l'auspicio di ottenere il massimo risultato in queste ultime dieci gare. Il silenzio stampa richiesto dalla società proseguirà anche nelle prossime settimane per consentire al sodalizio sportivo serenità e concentrazione". 

La scelta è stata praticamente obbligata. La società ha incassato le dimissioni di mister Ciullo e adesso ha una sola opzione: richiamare il tecnico Raffaele Scudieri. Anche se il discorso primo posto sembra ormai compromesso, quella di restituire la panchina all'allenatore campano cacciato quattro giornate fa pare al momento l'unica possibilità, soprattutto alla luce del comunicato emesso dal club di piazzale Serratore in cui l'ex Ciullo ha fatto delle accuse molto gravi: ci sono giocatori che remano contro. Non era proprio così il passaggio della nota emessa dal club, ma parafrasando le parole del tecnico pugliese il succo è quello. Quando si parla di aspetti extra calcistici il tecnico, che si è dimesso dopo la partita persa con il Latte Dolce di sabato, fa un'accusa precisa e corroborata dai fatti. Sì, perché non è soltanto la classica voce del popolo che Scudieri, in qualsiasi sua esperienza da allenatore, abbia la consuetudine di portare con sé  uno zoccolo duro di giocatori a lui fedeli, e non solo per questioni meramente tecniche. Il mister è infatti il datore di lavoro di tre giocatori presenti nell'attuale rosa pontina, tutti e tre "pesanti" a livello di spogliatoio: Tortolano, che purtroppo ha finito la stagione per infortunio, il faro del centrocampo Sevieri, per finire con il cursore di sinistra Pompei. Tutti a tre sono sul libro paga della società dell'allenatore che si occupa di manutenzione e di grossi appalti nel settore alberghiero. Un allenatore "imprenditore", insomma. 


Le parole di Ciullo sono andate dritte al punto, usate un'arma usata per uscire "pulito" da questa esperienza disastrosa. Una sorta di buonuscita di facciata a livello mediatico concordata con la società per far capire che il suo fallimento non è dipeso certo da una situazione relativa solamente alle questioni di campo.
Alla luce di tutto ciò pare evidente che sia stato commesso un errore di fondo, quello di non mettere fuori rosa, dopo la cacciata di Scudieri, i suoi fedelissimi. Evidentemente c'erano state delle rassicurazioni da parte del gruppo che non si sono rivelate veritiere, altrimenti non si spiegherebbe come il club, pur riportando le parole di Ciullo, non abbia smentito l'attacco ai propri tesserati, accusati, neanche tanto velatamente, di non aver adempiuto al loro compito: quello di onorare la maglia e la squadra per cui sono tesserati.
Insomma, adesso non resta che tentare di rimettere insieme almeno i cocci di un vaso che si è rotto dal giorno in cui Scudieri è stato cacciato via.

Oggi c'è stato l'incontro chiarificatore con l'allenatore che non vede l'ora di tornare in sella e, chissà, sognare anche di riportare la squadra più vicino possibile al Monterosi. Poi, però, qualcuno si dovrà impegnare davvero a capire come sarà possibile una convivenza pacifica con alcune componenti della società che l'allenatore campano non ha mai lesinato di criticare su media e sui tanto amati social network. Si andrà verso una gestione da "separati in casa" per tentare di salvare il salvabile? A quanto pare sarà così.