Quattro anni dopo il Latina 1932 è vicinissimo a riassaporare il gusto del calcio professionistico. La decisione presa ieri dal Consiglio Federale, che ha escluso il Chievo dalla serie B, Casertana, Novara, Carpi, Paganese e Sambenedettese dalla Lega Pro, spiana di fatto la strada della serie C al sodalizio di piazzale "Serratore".
«Cosa volete che vi dica, ne so quanto voi e mi pongo gli stessi quesiti. Allo stato attuale delle cose, siamo in Lega Pro, ma ci sarà da aspettare, quantomeno il ricorso al Collegio di Garanzia del Coni che le società, per il momento escluse, faranno».
A parlare in questi termini, ieri pomeriggio, il Direttore Sportivo del Latina 1932, Marcello Di Giuseppe. In effetti quello del Collegio di Garanzia del Coni sarà l'ultimo step per questo tipo di giudizi ed è assai improbabile (poi, per carità, nella vita può accadere di tutto) che per tutte e cinque venga accolto il ricorso.
La situazione - Il primo posto nei ripescaggi è appannaggio del Messina Fc, vincitore dei play off del girone I di serie D che subentra al rinunciatario Gozzano. Subito dietro ecco la Lucchese, al primo posto nella graduatoria riservata alle società retrocesse dalla serie C (le due graduatorie si incrociano, "pescando" alternativamente da una e dall'altra, partendo dai club di serie D), ed a ruota ecco il Latina, collocata al quarto posto nella classifica delle vincitrici play off, ma che sopravanza sia Aglianese che Picerno, entrambe con un miglior quoziente punti rispetto a quello dei nerazzurri, ma che al tempo stesso sono out per opposti motivi: i toscani hanno rinunciato, i lucani pagano dazio all'illecito sportivo per il quale sono stati condannati.
Prossimi passaggi - Entro il 19 luglio il Latina 1932 dovrà presentare domanda di ripescaggio con versamento di 300mila euro come quota fondo perduto e due fideiussioni di 650mila euro. Come detto le squadre escluse ieri possono ricorrere al Collegio di Garanzia del Coni, ma è difficile, se non improbabile, che il Collegio di Garanzia del Coni sconfessi Covisoc e Figc.
Insomma, non si può ancora brindare, ma la bottiglia è già in frigo, pronta per essere stappata. C'è da dire che in tutto questo, il presidente Antonio Terracciano e tutto il suo staff dirigenziale, non hanno lasciato davvero nulla al caso.
L'aver restituto lo stadio "Francioni" alla città con una capienza vicina ai 10mila spettatori, il biglietto da visita da presentare a chi di dovere per far capire che il Latina vuole questa Lega Pro più di ogni altra cosa.
Oggi, insomma, il Latina 1932 ha tutte le carte in regola per tornare a riassaporare il gusto del calcio professionistico.