Era lì in panchina il 16 giugno del 2013, quando il Latina festeggiò la storica promozione in Serie B, subito dopo il successo anche nella Coppa Italia di Prima Divisione. E c'era anche il primo maggio del 2011, quando a Lamezia portò i nerazzurri alla vittoria della C2 con una giornata di anticipo. Per non parlare dell'anno dopo, quando salvò la categoria in un playout pazzesco con la Triestina. Numeri e date impresse nella storia del calcio pontino in cui Stefano Sanderra ricopre un ruolo fondamentale, tanto da guadagnarsi l'appellativo di "mister leggenda". Il tecnico romano, ma ormai di Latina d'adozione, adesso sta vivendo un'avventura importante lontano dal capoluogo e dal calcio italiano. E' alla guida dell'Hibernians, formazione della Serie A maltese che dopo sedici giornate è in vetta al campionato insieme alla corazzata La Valletta. Un calcio in ascesa a livello europeo quello maltese, che Sanderra apprezza decisamente: «Qui c'è un bel livello e non me l'aspettavo - ha spiegato il tecnico - E' una bella vetrina per calciatori e allenatori che si possono proporre sui palcoscenici esteri. Mi piace, mi piace moltissimo e lo considero un arricchimento a livello personale e professionale. Dirigo gli allenamenti parlando in inglese perché non ho voluto con me italiani. Anche questo aspetto è per me molto una crescita».
Un calcio diverso da quello italiano... «Decisamente. Qui c'è molta professionalità e programmazione, ma allo stesso tempo non si vive le pressioni che ci sono in Italia dove tutto è eccessivamente puntato verso il risultato, non c'è meritocrazia e non c'è programmazione. Il mestiere dell'allenatore è svilito e ormai difficilissimo, mentre qui è tutto molto più tranquillo, si può lavorare con estrema serenità. Rifarei questa scelta altre mille volte».
Ma Latina e il Latina sono sempre nel suo cuore: «Lì ci sono mia figlia e mia moglie, è casa mia. Per non parlare della squadra che seguo sempre a distanza. Purtroppo anche quest'anno sta andando male rispetto alle aspettative. Ma torniamo al discorso di prima - continua Sanderra - io non so i motivi, ma non riesco a credere che un allenatore che è il meglio della categoria come Carmine Parlato non sia riuscito ad esprimersi sui suoi livelli. Forse non è stato messo nelle condizioni di avere una squadra come voleva lui. Ma a prescindere da questo, sarebbe il caso di pensare ad una progettazione, almeno su scala biennale. Perché Latina merita decisamente altri palcoscenici».
E chi spera in suo ritorno in città, probabilmente dovrà rimanere deluso: «Non c'è stata nessuna chiamata la scorsa estate dal Latina, e poi mi si è palesata subito questa occasione tramite Andrei Agius, difensore che avevo avuto, come tutti ricorderanno, anche a Latina. Io vedo il mio futuro a Malta, o comunque all'esterno dove mi piacerebbe allenare».
Il presente parla però di un primato da mantenere: «Siamo la sorpresa del campionato, anche se la squadra, nonostante il presidente sia lo stesso da 40 anni, è in fase di transizione per cercare di aprire un ciclo. Non ci si aspettava che i risultati potessero venire subito, ma siamo in ballo e cercheremo di arrivare tra i primi tre per poter andare a giocare i preliminari di Europa League. Sarebbe molto bello».