Presente e immediato futuro. Del nostro calcio, quello che vive, seppur tra l'indifferenza generale, o quasi, tra lo stadio "Francioni" e il complesso dell'ex Fulgorcavi. O meglio, che viveva, perché ora è tutto fermo, non si muove nulla.
Si naviga nel buio, nell'incertezza generale. E' il momento, insomma, delle riflessioni. Del provare a capire come si riuscirà ad andare avanti.
Anche nel Latina 1932 ci si interroga. Lo fanno i giocatori e l'allenatore, lo fa il presidente Terracciano con il suo socio D'Apuzzo.
Presidente, si tornerà a giocare a calcio prima o poi?
«Mi auguro proprio di sì, ma se devo essere sincero i tempi sono ancora lunghi e, allo stato attuale delle cose, fare previsioni potrebbe essere azzardato».
La serie A si è data dei tempi o sta cercando, tra mille difficoltà, di farlo.
«Noi ci adegueremo, ma non abbiamo i soldi della serie A e questo deve far riflettere».
In che senso presidente?
«Nel senso che l'ipotesi più concreta, a mio avviso, è quella che il campionato di serie D possa essere finito qui, senza né vinti, né vincitori».
Ci faccia capire meglio.
«Ripeto, mi auguro di ripartire, ma se così non fosse, sarebbe giusto ed opportuno tirare una linea e programmare sin da ora la prossima stagione, bloccando il mercato, le squadre, promozioni e retrocessioni».
Come a dire: abbiamo scherzato, ripartiamo da zero.
«Esatto. Magari a settembre o ad ottobre, con un nuovo campionato di serie D, ma tutti nella stessa condizione di adesso. Ossia con le attuali rose».
Sentendo il suo tecnico Maurizi, però, Terracciano starebbe pensando anche al ripescaggio in C.
«Tutto vero, anche perché, magari facendo un ulteriore sacrificio, ora ci sarebbero le condizioni per provare a chiederlo. Bisogna, però, chiudere questa stagione e provare a farlo nel migliore dei modi raggiungendo i play off. Ipotesi che al momento, vista la situazione, mi sembra un tantino lontana».
Il Latina, insomma, è pronto a bussare alla porta della serie C?
«Sì, siamo pronti».
E sul tecnico Maurizi, cosa ci dice?
«Vorrei tanto che restasse con noi. Mi piace come allenatore, è una persona seria e preparata. Se proprio devo pensare in questo momento ad un futuro della squadra. lo penso con lui in panchina».
Terracciano sembra avere le idee molto chiare.
«Il calcio è fermo, noi no. Non possiamo permettercelo. Stiamo andando avanti con il nostro progetto, abbiamo le idee molto chiare al riguardo e la crescita di un club come il nostro, passa anche attraverso momenti di riflessione come questi».
Vogliamo provare a guardare più in là di questa emergenza?
«Impossibile farlo. Ho sentito parlare di fine aprile, metà maggio. Dico soltanto una cosa: ci vorrà del tempo e potrebbe non bastare per ripartire».