Marcello Di Giuseppe è uomo di calcio navigato. Sa perfettamente, anche se al momento soltanto in cuor suo, che le possibilità che il Latina, così come le altre squadre di serie D, possa ripartire, sono davvero ridotte al lumicino. Insomma, il diesse nerazzurro non si fa illusioni circa la possibile ripresa delle ostilità: «Attenzione, è soltanto una mia idea - ha tenuto a precisare - ma a mio avviso il campionato di serie D, può dirsi concluso».
Cosa porta il diesse Di Giuseppe a parlare in questi termini?
«Intanto, alla fine, non saremo noi a decidere, ma qualcuno molto più in alto e, allo stato attuale delle cose, più importante. C'è di mezzo la salute degli atleti, dei tecnici, degli addetti ai lavori, di tantissime persone che lavorano per fare andare avanti il ‘carrozzone' della serie D. Controlli e esami quotidiani su ognuno di noi, partite da giocare. C'è troppa carne al fuoco, insomma, e gli interessi non sono gli stessi delle categorie professionistiche».
Quindi?
«Sarebbe logico ed opportuno cominciare a capire su come ripartire».
Di Giuseppe allude ad una riforma dei campionati?
«Credo che sia alla base, vista la situazione che si è venuta a creare, per una giusta ripartenza, per guardare all'immediato futuro con l'ottica di chi, giustamente, pensa di salvaguardare il mondo del calcio».
A bocce ferme, le ipotesi potrebbero essere tante.
«Posso pensare ad una Lega Pro a venti squadre, magari con il ritorno, come vent'anni fa, della C2, un campionato semi professionistico. Il presente che stiamo vivendo è brutto e pieno di interrogativi, ma l'immediato futuro potrebbe riservare delle spiacevoli sorprese. Logico ed opportuno riflettere, fare mente locale su quello che potrebbe accadere una volta che questa emergenza sarà terminata».
Il presidente Terracciano strizza l'occhio ad un possibile ripescaggio. In poche parole, sogna la Lega Pro.
«Ha tutte le ragioni per farlo. Latina, non lo scopro certamente io, è una piazza importante. Oggi, però, possiamo fare mille discorsi, domani il discorso potrebbe essere completamente diverso. Resta il fatto che cominciare a pensarci, non è affatto sbagliato».
Subentrare a campionato iniziato con una squadra da rimodellare, non è mai facile. Ti piacerebbe ripartire con una squadra tutta tua?
«Certo che mi piacerebbe. Se dovessi andare via, una volta scaduto (Giugno, ndr) il mio contratto, sarebbe il più grosso cruccio per me. Ora, però, è presto per parlarne. Vediamo come si evolverà, anche per noi della serie D, questa situazione».
Che idea ti sei fatto di questo Latina?
«Se dovesse restare in D, con il discorso degli Under, potrebbe ripartire da basi solide. Oggi posso ragionare solo in questi termini».