«Siamo pronti a ripartire, ma dalla Lega Pro. Alla luce di quanto sta accadendo e, soprattutto, di quanto accadrà nel dopo emergenza Covid-19, abbiamo tutti i requisiti per ambire ad un campionato superiore alla serie D. In questo periodo di stallo, non siamo stati certo con le mani in mano, l'attuale
campionato verrà cancellato ed io spero in una riforma». A parlare in questi termini, in un sabato di inizio maggio, con una bella giornata di sole a fare da contorno a questa seconda fase dell'emergenza, il presidente del Latina 1932, Antonio Terracciano.

Presidente, dalle sue parole si evince la volontà da parte della società nerazzurra di guardare avanti, ma con un'ottica ben precisa.
«Come ho avuto modo di dire, in questi due mesi di assenza dal calcio giocato, non siamo stati fermi. Stiamo portando avanti i progetti riguardanti lo stadio ‘Francioni' ed il complesso dell'ex Fulgorcavi e con l'Amministrazione comunale, con in testa il sindaco Coletta, c'è al riguardo unità di intenti. Abbiamo sanificato i due impianti e siamo pronti a ripartire con uno stadio che per la prima volta nella sua storia, avrà una capienza di 10mila posti».

E quindi?
«Tutto questo dovrà essere tenuto in seria considerazione da chi, una volta che verrà definita la situazione di questa stagione, dovrà prendere decisioni importanti circa il futuro immediato del nostro calcio».

Mai più serie in serie D?
«E' il nostro obiettivo. Poi, per carità, se si dovrà ripartire da questa categoria, lo faremo, perché di certo noi non abbiamo nessuna intenzione di fermarci, tutt'altro. Latina, però, vuoi per la storia, ma soprattutto per un presente che fa leva su basi solide, ha tutte le credenziali per ambire ad una categoria superiore».

Si vocifera di una riforma, a parte la serie A, totale dei campionati. C'è chi parla di due gironi di serie B e di tre di C o Lega Pro, a livello semi professionistico.
«Al momento sono soltanto chiacchiere, ma qualcosa andrà fatta. Per carità, noi non viviamo sulle sfortune altrui, non è nel nostro stile, ma vi dico sin da ora che molti club, anche di Lega Pro, sono pronti a gettare la spugna. A quel punto il Latina, con i requisiti che ha e con una storia recente che parla di quattro anni di serie B alle spalle, dovrà necessariamente essere presa in considerazione. E' nel diritto del club che presiedo e della città».

Proviamo a guardare più in là del nostro naso?
«In che modo?»
Parlando di questioni puramente tecniche.
«Mi piacerebbe ripartire da Agenore Maurizi e Marcello Di Giuseppe. Dall'intelaiatura di una squadra che vorrei non smantellare. Poi, quello che succederà nel momento in cui ci diranno che si potrà iniziare a programmare la prossima stagione, lo sa soltanto nostro Signore. I miei obiettivi, dal punto di vista tecnico, sono questi».

Dicevamo del progetto "Cittadella dello Sport" riguardante il "Francioni" ed il complesso dell'ex "Fulgorcavi".
«Ne parlai proprio con voi di Latina Oggi in tempi non sospetti. Stiamo andando avanti con le idee molto chiare. Il futuro del club dipende, anche e soprattutto, dal rinnovo pluriennale della concessione di questi due impianti e dalla volontà di renderli entrambi ancora più belli e funzionali. A quel punto, potremo ambire davvero a tutto, perché non sono molte le società che in Lega Pro, possono vantare credenziali simili e noi dovremo essere bravi, nella sedi opportune, a fare leva su questo».

Il presidente Terracciano è sempre più convinto di poter regalare alla città un futuro calcistico importante.
«Abbiamo le idee molto chiare, sappiamo quello che vogliamo e ci auguriamo di ottenerlo perché, alla luce di quanto accadrà, forse ne avremo il diritto. La serie D ci sta stretta. Non è presunzione, ma convinzione nei mezzi di cui disponiamo. Oggi la città di Latina merita un palcoscenico diverso da quello attuale e noi ce la stiamo mettendo tutta, ve lo posso garantire».