(Adnkronos) - "Con la stessa serietà, appena sono diventati disponibili dei dati statistici, Fdi -rivendica ancora Meloni- si è messo ad analizzarli con attenzione, pur non avendo tutto l'arsenale di tecnici del governo, e abbiamo coraggiosamente detto le cose come stavano, chiedendo ancora una volta a Conte di ascoltarci. Se ci avessero ascoltato quando a fine aprile rendevamo noto il nostro studio, chiedendo di riaprire le attività produttive e le scuole in molte parti d'Italia, avremmo risparmiato agli italiani altre settimane di lockdown e alla nostra economia decine di miliardi di perdite. Il lockdown è stato fatto tardi e in gran parte d'Italia si è riaperto tardi. Questa è la verità che ognuno può riscontrare andandosi a rivedere la conferenza stampa e il dossier pubblicato".

"La rete -conclude Meloni- non dimentica, il 29 aprile scorso, tramite il nostro Ufficio studi, scrivevamo: 'Una serie di dati che portano ad alcune considerazioni: in primo luogo prevedere forme di tutela dei più anziani e misure precauzionali per gli over 60. A sua volta la diffusione non uniforme sul territorio nazionale porterebbe a considerare non sensato chiudere le attività produttive e bloccare l'intera nazione, ma piuttosto differenziare le 'zone rosse' nelle quali l'epidemia è molto diffusa, da quelle dove il virus è poco presente, con diversi livelli di restrizioni. Una soluzione maggiormente sostenibile dal punto di vista economico e di sostegno pubblico che non la chiusura generalizzata. Fuori dalle zone rosse, invece, riapertura di tutte le attività produttive e commerciali, senza distinzione, attraverso un protocollo di sicurezza stabilito dallo Stato. Infine, prevedere anche la riapertura delle scuole prima possibile visto che dai dati appare ingiustificato il perdurare della sospensione didattica'".