Tributi
22.05.2022 - 17:00
La sentenza della Corte di Cassazione che ha confermato la condanna del Comune di Aprilia al pagamento di un risarcimento danni di oltre 22 milioni per il lodo Aser ha messo in crisi la giunta Terra, ora in seria difficoltà dal punto di vista economico e finanziario. Una situazione che ha allungato sull'ente di piazza Roma lo spettro del dissesto finanziario, ipotesi che la maggioranza intende scongiurare con tutte le forze. Ma a destare le critiche dell'opposizione è soprattutto il fatto che il debito di 15,6 milioni di euro (cifra alla quale bisogna aggiungere interessi e rivalutazione) non sia ancora stato iscritto a bilancio, malgrado una sentenza sfavorevole emessa già nel febbraio 2016 dalla Corte d'Appello. Un errore grave a giudizio dei Grillini Apriliani e dei Cittadini Pentastellati, che attribuiscono questa responsabilità agli assessori alle Finanze che si sono succeduti negli ultimi 6 anni e che per questo chiedono le dimissioni del vice sindaco Lanfranco Principi, attuale delegato al Bilancio. «Già alla fine del 2017 avevamo espresso i nostri dubbi sul fatto che nel bilancio comunale - afferma Andrea Ragusa di Grillini Apriliani e Citatdini Pentastellati - non risultassero iscritti quei 15 milioni di euro dovuti alla Tributi Italia (socio privato dell'Aser) a seguito della sentenza sfavorevole, sebbene l'iscrizione di tali debiti fosse prevista dall'articolo 194 del Tuel. che stabilisce che gli enti locali riconoscono la legittimità dei debiti fuori bilancio derivanti da sentenze esecutive. Le sentenze della Corte d'Appello sono provvisoriamente esecutive secondo un pronunciamento della Cassazione 1440 del 2000 e il ricorso e non sospende l'esecutività della sentenza, tuttavia è prevista la possibilità che lo stesso giudice dell'appello, su istanza di parte, ne sospenda l'esecuzione quando da quest'ultima possa derivare un grave ed irreparabile danno. Alla luce di ciò avevamo sottolineato come la non iscrizione del debito con Aser sarebbe potuta essere deleteria per le casse dell'ente, malgrado l'impugnazione alla Suprema Corte».
Edizione digitale
I più recenti
Ultime dalla sezione