Il fatto
15.02.2020 - 21:30
Il servizio parcheggi di Latina resta ad Atral fino al prossimo 1 marzo. Dal giorno successivo l'appalto passerà alla Sct, nonostante penda sulla gara un ricorso al Consiglio di Stato sul quale sarà pronunciata una sentenza solo a luglio prossimo. Il Comune di Latina guidato da Damiano Coletta ha deciso di muoversi in questo senso, affidando comunque alla Sct, vincitrice della gara, il servizio, evitando una ulteriore proroga ad Atral di altri sei mesi. La comunicazione è arrivata nelle scorse ore all'azienda gestore che ha a sua volta avvisato i propri dipendenti. Nella missiva di Atral si legge: «Il Comune di Latina ci ha comunicato il 14 febbraio la proroga del servizio fino al 1 marzo 2020 (ultimo giorno di servizio). Pertanto comunichiamo che alla medesima data per tutto il personale addetto al Servizio Sosta cesserà il rapporto di lavoro con Atral».
Sul caso interviene il portavoce comunale di Fratelli d'Italia Gianluca Di Cocco. "Il Consiglio di Stato accoglie il ricorso di Sct e il comune di Latina emana l'ennesima proroga ad ATRAL fino al 1' marzo, dal giorno dopo Sct group gestirà la sosta a pagamento, salvo rivedere il tutto dopo la decisione di merito del 2 luglio 2020 dello stesso Consiglio di stato. Questo è quello che si apprende dagli organi di stampa, una situazione ingarbugliata che ha nel mezzo altri guai e punti oscuri dovuti da ulteriori ricorsi che, saranno motivo di discussione ad aprile.
E' lecito domandarsi, quindi, come può un'azienda privata che deve fare business, trarre degli utili da una gestione simile? La storia racconta, che in questi casi o si tagliano i servizi, o si tagliano i contratti dei lavoratori! Al contrario, servirebbero rassicurazioni scritte.
Pertanto vorremmo capire come saranno tutelati tutti i lavoratori, comprese le unità in fascia protetta e come saranno tutelati i loro "stipendi". Ricordiamo che attualmente, alla forza lavoro degli ausiliari al traffico, viene applicato il contratto di autoferrotranvieri, non vorremmo, ed è qui che chiediamo certezze che , per far quadrare i conti, vengano ridotte le ore lavorative dei dipendenti o applicando un contratto difforme dalla tipologia del lavoro, o ancora peggio il contratto Safi che diminuirebbe notevolmente la retribuzione di ogni singolo lavoratore."
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