La tragedia
07.09.2020 - 18:00
Amici e gente comune hanno provato a bloccare le auto dei carabinieri nel tentativo di linciare i quattro trasportati in carcere. Omicidio preterintenzionale per quattro, favoreggiamento per il conducente del costoso suv nero. Scuro come l'anima di chi non ha esitato a dimostrare il proprio machismo prendendosela con un avversario che tale non era. Gli inquirenti starebbero valutando l'aggravante razziale per i quattro assassini del giovane Willy, palestrati e tatuati come esige il copione che solitamente strappa espressioni ammirate dalle naviganti del web finalmente indignate.
All'uscita dalla caserma, nel tardo pomeriggio di ieri, in molti hanno provato ad artigliare le vetture di servizio che portavano gli arrestati in carcere. Espressioni sgomente di dolore e di rabbia verso gli autori di una tragedia che non può avere alcuna attenuante. I mea culpa di chi crede di sgravarsi la coscienza non funzionano. Ammettere di aver fallito o almeno sbagliato nel ruolo di genitori, educatori, istituzioni, non ridà la vita al figlio di immigrati il cui stato nessuno è in grado di comprendere. Il sindaco di Paliano Domenico Alfieri ha avuto reazioni condivise ed apprezzate; il collega di Colleferro Pierluigi Sanna fatica ad ammettere che le notti colleferrine, come quelle degli altri centri limitrofi, non coincidono con la sua visione di città ideale.
Colleferro può fare affidamento sulla presenza di un buon numero di carabinieri, poliziotti e finanzieri; eppure non è bastato. Invocare lo stop alla movida è anacronistico, neppure il covid è riuscito a trattenere in casa i giovanissimi dopo la mezzanotte. Maggiori controlli e più severi provvedimenti, però, non possono attendere. I residenti raccontano di situazioni di invivibilità, di timore nell'uscire di casa e di episodi di spaccio ed altro tra le aiuole dei giardini pubblici. Che la morte di un giovanissimo serva almeno a cambiare uno stato di cose inaccettabile. Una società malata non può adagiarsi sulla debolezza di alcuni magistrati e sulla inesistenza di interventi nel sociale, scuse assolutamente non accettabili. I comuni non possono spendere e spandere per spettacoli pirotecnici e investire zero per combattere o almeno provare a comprendere il disagio giovanile.
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