La gara tra i ghiacci trainando una slitta
06.01.2026 - 13:00
Una gara di resistenza estrema: 185 chilometri in tre giorni tra foreste innevate, laghi ghiacciati e temperature rigide che possono scendere fino a 30 gradi sotto zero. Sono queste le condizioni dell’ultra-maratona artica della Lapponia (Lapland Arctic Ultra), una delle competizioni più dure e affascinanti del mondo che quest’anno vedrà tra i partecipanti anche Giulio Pacchioni, istruttore di sopravvivenza e guida escursionistica di Aprilia.
Il 35enne pontino è al momento l’unico partecipante italiano dell’edizione di quest’anno che prenderà il via il 1 marzo, una sfida di resistenza e determinazione che rappresenta un sogno per Giulio, la chiusura di un cerchio per chi come lui ha fatto del trekking estremo una vera passione. «Per me questa competizione rappresenta - sottolinea - il coronamento del percorso fatto fino ad oggi nella montagna e nello sport, principalmente faccio trekking estremo, spesso da solo e in completa autonomia. Perciò ho deciso di partecipare alla Lapland Arctic Ultra, che ho scoperto tramite un video su internet. Qui troveremo un ambiente selvaggio, remoto, con la possibilità di non incontrare anima viva per decine di chilometri. Per me si tratta di un punto di arrivo, questa meta mi chiamava».
Perciò il 35enne sta seguendo un duro allenamento, un training che oltre alla palestra prevede ogni giorno 10-15 chilometri di marcia per le strade di Aprilia trainando una zavorra. Una preparazione mirata, visto che in Lapponia dovrà trascinare la pulka (la slitta) carica del necessario per sopravvivere in autonomia per diversi giorni: dal sacco a pelo ai generi alimentari liofilizzati, dal fornello agli abiti tecnici fino ai materiali di primo soccorso per un peso che può superare i 30 chili. «In questo periodo - continua - sto lavorando sia dal punto di vista fisico, sia sulla resistenza e sul potenziamento delle gambe, cercando di ricreare posizioni specifiche con una zavorra perché non sarà facile trascinare la slitta. Ma l’aspetto psicologico sarà altrettanto fondamentale, visto che mi aspettano tre giorni in completa solitudine. Nei prossimi giorni mi sposterò in Abruzzo per allenarmi in condizioni di neve».
Un altro aspetto essenziale è quello economico, perciò Pacchioni nei giorni scorsi ha lanciato un appello sui social e ha avviato una raccolta fondi (sul link https://gofund.me/b44068a3b) per mettere insieme l’attrezzatura e la somma necessaria per sostenere questa impresa. «Il primo obiettivo - spiega - è quello di riuscire a concludere l’ultra maratona, visto che solitamente più della metà dei partecipanti non ci riesce e l’anno scorso solamente il 40% ha completato il percorso. Inoltre sono motivato anche dal fatto che sarò l’unico a portare la bandiera dell’Italia in Lapponia».
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