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Municipalizzate

Aprilia Multiservizi: pulizie esternalizzate, lo spettro dei licenziamenti

Il Comune affida a un privato il servizio ma i dipendenti fissi dell'Asam ancora non sono stati chiamati dal nuovo appaltatore. Tiligna: «Senza clausole sociali rischiano di perdere il posto»

Il silenzio che aleggia intorno alla decisione del Comune di Aprilia di esternalizzare il servizio pulizie fa crescere i timori tra i lavoratori della Multiservizi, sul quale aleggia lo spettro del licenziamento. Dal 1 febbraio 2026 il servizio di sanificazione degli edifici comunali (per anni svolto dall’azienda municipalizzata) passerà alla Cns società cooperativa, ma mentre già si conosce il destino degli interinali (chiamati dal nuovo appaltatore) ancora non è chiaro il futuro dei dipendenti a tempo indeterminato. Passeranno con la cooperativa? Oppure saranno ricollocati all’interno dell’Asam? Quest’ultima ipotesi in realtà appare remota, visto che il Comune di Aprilia insieme al cambio appalto ha previsto minori stanziamenti per l’azienda speciale. Dunque non si può escludere che per queste figure venga aperta una procedura di licenziamento, tutto ciò mentre i sindacati restano in silenzio o prendono tempo visto che solo una sigla ha convocato una conferenza stampa per il 2 febbraio, quando il cambio appalto sarà già cosa fatta.

Per questo sull’argomento è intervenuto l’ex consigliere comunale Davide Tiligna. «Negli ultimi giorni si susseguono atti amministrativi che stanno alimentando una forte preoccupazione sul futuro della Multiservizi e sul destino dei suoi lavoratori. Tale preoccupazione non nasce improvvisamente. Già nel Dup dell’Ente era stata esplicitata l’ipotesi di una possibile dismissione dell’azienda speciale, un indirizzo che oggi sembra trovare attuazione. In questo quadro - afferma Tiligna - si inserisce la recente determina di affidamento esternalizzato del servizio di pulizie. Una scelta che, in assenza di clausole sociali, espone concretamente i lavoratori Asam al rischio di perdita del posto di lavoro e rafforza il timore di un progressivo smantellamento delle attività aziendali. Alla luce di questa sequenza di atti, appare legittimo interrogarsi se non si stia delineando un percorso di progressivo disimpegno del Comune rispetto alla propria azienda speciale, senza un confronto pubblico e trasparente sulle alternative possibili e senza una chiara assunzione di responsabilità politica».

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