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Il caso

Autoparco per i carri, i conti sballati del Comune: le utenze salgono a 15mila euro

A giugno 2025 l'Amministrazione chiedeva 7mila euro per la corrente pregressa, ora la cifra è raddoppiata. I legali dell’Abca alla Commissione: pretesa infondata, serve un incontro

La diatriba tra il Comune di Aprilia e l’associazione delle Botteghe del Carnevale sull’utilizzo dell’autoparco e sui costi da corrispondere si arricchisce di un nuovo capitolo, proprio a pochi giorni dalla manifestazione che per la prima volta in oltre 30 anni non vedrà sfilare i tradizionali carri allegorici. Nei giorni scorsi il Comune di Aprilia ha scritto all’Abca per chiedere il pagamento delle utenze pregresse per l’uso del capannone di viale Europa, avanzando però una richiesta praticamente raddoppiata rispetto ai 7.000 euro calcolati dall’ufficio comunale Patrimonio e Lavori Pubblici nella determinazione del giugno 2026 che diffidava l’associazione e imponeva lo sgombero. Ora infatti gli uffici di piazza dei Bersaglieri chiedono 15mila euro per la corrente elettrica, una lettera accolta stupore e rabbia dei carristi per i quali i numeri appaiono completamente sballati. Giova infatti ricordare che l’associazione delle Botteghe del Carnevale già da mesi ha lasciato l’autoparco, dunque appare incomprensibile che la cifra per le utenze possa essere aumentata in questo modo. Ma soprattutto i volontari sottolineano come l’Amministrazione comunale nel gennaio 2023 avesse concesso l’utilizzo del capannone in comodato d’uso gratuito.

Per far valere le proprie ragioni l’Abca ha incaricato uno studio legale, che nei giorni scorsi ha scritto alla Commissione Straordinaria e al dirigente del settore Lavori Pubblici per cercare di risolvere la controversia. Nella missiva gli avvocati evidenziano come i carristi abbiano  adoperato gli spazi dell’autoparco in forza della delibera di Giunta del 23 gennaio 2023 che concedeva i locali a titolo gratuito provvisorio, una delibera che non è mai stata oggetto di un successivo annullamento. Anche in virtù di ciò la pretesa creditoria del Comune viene ritenuta infondata, in particolare perché non esiste nessun rapporto obbligatorio tra le parti. Secondo i legali appare incomprensibile pure la richiesta di 15mila euro per la corrente visto che nel giugno 2025 il Comune ne chiedeva 7mila euro, sottolineando inoltre come il calcolo dei consumi per la fornitura di energia sia complicato visto che l’edificio è provvisto di un contatore unico che serve anche il comando della Polizia Locale, la Multiservizi e alcune associazioni.  Perciò l’Abca non intende riconoscere le somme ma lancia comunque un messaggio di dialogo all’Amministrazione comunale, mostrandosi disponibile a partecipare a un tavolo tecnico per risolvere la controversia. I carristi chiedono inoltre l’accesso ai locali per recuperare gli strumenti, nonché la possibilità di tornare a usare i capannoni di viale Europa o - in alternativa - un altro spazio comunale in concessione.

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