Il punto
13.03.2026 - 15:45
La difficile, e troppo spesso fantasiosa, gestione del territorio continua ad animare il ruolo del Tribunale amministrativo.
Le cifre
Secondo quanto emerge dal rapporto sul contenzioso pendente l’arretrato è rappresentato quasi esclusivamente da vicende di edilizia ed urbanistica, un pregresso che dovrebbe essere smaltito con le udienze straordinarie già fissate per quest’anno. La prima si è tenuta il 27 febbraio.
Per quanto riguarda i ricorsi depositati nel 2025, si è registrato un incremento significativo oltre che (di nuovo) nell’edilizia, con 211 ricorsi rispetto ai 174 dell’anno precedente, del contenzioso nella pubblica istruzione (da 168 ricorsi del 2024 ai 175 del 2025) e in materia i immigrazione (256 ricorsi nel 2025 a fronte dei 216 dell’anno precedente).
Troppi omissis
La Presidente nella sua relazione ha sottolineato altresì l’aumento spropositato di ricorsi per ottemperanza, «una vera esplosione», trend che sta continuando peraltro nel 2026, come si evince dai primi numeri da inizio anno.
«Ciò evidenza - ha detto la Presidente - la difficoltà delle amministrazioni nel rendere effettivo il giudicato sia del giudice amministrativo che delle pronunce passate in giudicato del giudice ordinario. Mi riferisco soprattutto al contenzioso che si è sviluppato nella materia della “Carta del docente”, che ha prodotto un alto tasso di ricorsi al giudice ordinario e poi, appunto, a quello amministrativo per reclamarne l’esecuzione».
C’è stato anche un altro passaggio della relazione della Presidente sulle criticità più evidenti e, peraltro, già analizzate dal Presidente del Consiglio nazionale forense, Francesco Greco, in occasione della inaugurazione dell’anno giudiziario presso il Consiglio di Stato.
Si tratta dei moltissimi omissis inseriti, su richiesta delle parti, nei provvedimenti dei Tribunali amministrativi e la sezione di Latina non fa eccezione.
«La eccessiva anonimizzazione delle pronunce del giudice amministrativo, che di fatto impedisce di apprezzare appieno la loro portata, che io ritengo sia dovuta ad un’applicazione estensiva delle norme imposte in materia di privacy. - si legge nel rapporto di Scala - In proposito, avendo notato anche io una massiva anonimizzazione delle sentenze della Sezione staccata, ho ritenuto utile affrontare la problematica con il personale addetto alla pubblicazione, indicando l’ambito applicativo della normativa... in modo da evitare che la giurisprudenza della sezione risulti oscura ai più senza che ne ricorrano le ragioni di tutela imposte dalle norme».
Per tornare alla pura statistica i ricorsi presentati nel 2025 sono stati complessivamente 1119 a fronte degli 811 dell’anno precedente, dunque con un aumento di quasi il 38% e quelli definiti sempre nel 2025 sono stati 891 (814 nel 2024); i ricorsi pendenti invece sono in totale 2.404, dato riferito a tutto il 2025 4 che fa registrare un aumento lieve rispetto all’anno precedente, +0,84%
Nonostante il nodo delle concessioni balneari i ricorsi in questo settore nel 2025 sono diminuiti e sono stati 29 rispetto ai 115 del 2024.
Trasparenza dei Comuni
Resta sempre anomalo il numero dei ricorsi per l’accesso agli atti delle pubbliche amministrazioni, 39 nel 2025 dunque di sicuro meglio rispetto al 2024 quando furono 54 e ciò indica un miglioramento anche nelle trasparenza degli enti locali ma evidentemente non del tutto rispettosa della legge.
Ancora «pesante» la situazione sul fronte dei provvedimenti per il rispetto dell’ambiente e le bonifiche dove si registra un contenzioso, di fatto stazionario, nel tempo con 16 ricorsi nel 2025 (erano stati 15 nel 2024). Alla cerimonia di ieri sono intervenuti, tra gli altri, il presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati Amministrativi, Antonio Andolfi, e il vice avvocato generale dello Stato, Maurizio Greco.
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