Al momento della cattura i due fratelli che ieri sono stati colti in flagrante mentre svaligiavano un appartamento a Latina Scalo avevano dichiarato di avere rispettivamente 12 e 16 anni, ma i primi accertamenti compiuti in Questura hanno vanificato il loro tentativo di evitare le manette. Il più piccolo in realtà ha sedici anni e se l'è cavata con una denuncia a piede libero, mentre il più grande ha compiuto la maggiore età il primo giugno e per questo sarà processato domani con rito direttissimo davanti al giudice monocratico del Tribunale di Latina.I due giovani rom, di nazionalità serba, sono arrivati in trasferta dal campo nomadi di Secondigliano a Napoli: Kenzo Jovanovic, diciotto anni appena compiuti, è stato arrestato ed è finito dietro le sbarre delle camere di sicurezza della Questura in attesa del processo, mentre M.J., sedici anni a ottobre, è stato denunciato a piede libero al Tribunale per i Minori. È la risposta della polizia alla recente impennata di furti dopo un lungo periodo di tregua, la terza operazione di questo genere portata a termine dalla Questura dall'inizio dell'anno.
L'operazione degli agenti diretti dal vice questore Manuela Iaione è scattata poco prima delle quattordici grazie alla preziosa segnalazione di un condomino al 113, insospettito da strani rumori che provenivano dai piani sottostanti della stessa palazzina di via della Stazione dove abita. Aveva chiaramente sentito un vetro andare in frantumi e si era affrettato ad allertare la centrale operativa della Questura. Secondo una ricostruzione dei fatti i ladri avevano raggiunto facilmente il balcone dell'alloggio mettendo uno sopra l'altro un secchio dell'immondizia e una sedia utilizzati a mo' di scala. Uno è rimasto fuori per fare da "palo" mentre l'altro si è arrampicato e ha rotto il vetro della portafinestra. Una volta dentro ha iniziato a rovistare nelle camere da letto in cerca di contanti e gioielli, un bottino quantificato in tremila e cinquecento euro interamente recuperato dagli agenti. Non è chiaro come i due ladri siano arrivati a Latina, perché mezzi sospetti in zona non ne sono stati trovati e addosso chiavi non ne avevano. Forse sono stati lasciati in via della Stazione da un complice che girava in auto pronto per tornare a caricarli, ma non è escluso neppure che abbiano trovato ospitalità in un campo nomadi della zona per muoversi nel capoluogo.