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Il fatto

Forza Italia sull’Aventino e la Lega è divisa: la coalizione scricchiola

Malumori in maggioranza, gli azzurri da giorni disertano le commissioni

 Forza Italia sull’Aventino e la Lega è divisa: la coalizione scricchiola

Esiste ancora un patto solido attorno alla figura del sindaco o ogni forza della coalizione sta già misurando il proprio peso in vista di partite più grandi? La domanda è tutt’altro che oziosa, alla luce di ciò che sta accadendo in Comune negli ultimi giorni, soprattutto dopo il consiglio comunale di una settimana fa che ha lasciato strascichi polemici pesanti e l’ombra di tensioni e fratture nella composita maggioranza che sostiene Matilde Celentano. La sensazione è che la sindaca oggi governi una maggioranza che formalmente esiste, ma che politicamente si è assottigliata. È una questione di fiducia interna, di metodo, di opposte rivendicazioni interne e non di numeri che sulla carta ci sono ancora. Dopo mesi di tensioni su temi importanti come Abc e il bilancio e dopo le dimissioni dell’assessore al bilancio Adda Nasti, l’altro fronte di debolezza è arrivato sul nome del presidente del collegio dei revisori dei conti, da votare in consiglio e indicato direttamente dal sindaco. Qui sono venuti a mancare cinque voti della maggioranza, tre dai consiglieri di Forza Italia, due dalla Lega. Un segnale chiaro, annunciato dagli azzurri come scelta “di metodo”, ma che ha avuto il peso di un avvertimento politico, ben oltre la fisiologica dialettica interna. Celentano pochi giorni fa aveva respinto la narrazione della crisi richiamando tutti alla responsabilità.


I segnali degli azzurri

In realtà quello che sta avvenendo in questi giorni certifica ancora di più politicamente la fase di stallo del centrodestra perché Forza Italia, di fatto, in questa settimana complicata ha scelto «l’Aventino». Ovvero astensione dalla partecipazione ad alcune commissioni – Urbanistica e Viabilità – fino a far saltare una commissione Lavori pubblici prima convocata e poi annullata dal presidente Fausto Furlanetto. Disertata dagli azzurri anche la conferenza dei capigruppo di venerdì scorso sulle strade. Solo il consigliere Mauro Anzalone ha convocato la commissione Istruzione per martedì. Un segnale preciso: il partito si astiene dal dibattito consiliare finché non arriveranno segnali politici chiari dal sindaco. Il partito, guidato a livello provinciale da Giuseppe Di Rubbo e a livello comunale da Stefano Cardillo, non rilascia dichiarazioni ma secondo quanto trapela avrebbe chiesto un incontro alla sindaca subito dopo il voto sui revisori. Risposte non sono arrivate e, ad oggi, gli azzurri restano in attesa. Al centro della loro contestazione annunciata sui revisori, c’è sempre lo stesso punto: la mancanza di condivisione e un metodo ritenuto verticistico con scelte presentate in “pacchetti prendere o lasciare” e con un peso dei partiti percepito come marginale anche su temi strategici per la città.

In casa Lega
I malumori nel centrodestra non riguardano solo Forza Italia. Anche la Lega appare attraversata da tensioni interne: c’è chi resta allineato alla sindaca e chi, invece, si colloca su un fronte più critico, come dimostrato dal voto sui revisori. E in piedi, e irrisolta, c’è ancora la questione dell’assessorato di Tesone che dovrebbe andare a Federica Censi. Oltre a questo le polemiche recenti dopo la commissione urbanistica alimentate dalle stoccate al vetriolo del consigliere Roberto Belvisi dirette al consigliere Alessandro Porzi della Lista Celentano, hanno contribuito ad alzare la temperatura politica. I fronti aperti sono molteplici. Tra “oppositori seriali” e oppositori a fasi alterne – come li definisce qualcuno nei corridoi di piazza del Popolo – tenere la quadra diventa sempre più complesso per il sindaco, che avrebbe bisogno invece di una squadra coesa in cui i partiti sono più concentrati sui temi critici da risolvere, da Abc al lido, dalle opere pubbliche ai trasporti,  piuttosto che sulle singole rivendicazioni e sullo spazio da ritagliarsi. Oggi ogni voto diventa una conta, ogni commissione un banco di prova. Anche dentro Fratelli d’Italia, nella lista Celentano e nel gruppo di Noi Moderati non mancano irritazioni con sfumature diverse. Agli azzurri, in sostanza, viene contestata una linea contraddittoria: prima l’attacco al sindaco per non aver difeso Nasti, poi la dissociazione interna con la scheda bianca e l’attivismo nel “contagiare” altri malumori in casa Lega e infine la richiesta di un incontro chiarificatore. Una dinamica che qualcuno definisce ambigua e che contribuisce ad alzare ulteriormente il tiro. La maggioranza, ufficialmente, c’è ancora. Ma il clima è quello di una coalizione in cui ogni forza sembra misurare il proprio peso specifico, forse anche in vista di equilibri più ampi, tra Comune e Provincia. E quando la politica inizia a giocare partite parallele, la stabilità amministrativa diventa un equilibrio precario. E la tregua armata non fa bene a nessuno. Soprattutto alla città. 

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