Il personaggio
18.03.2018 - 21:33
Giorgio Giusfredi lancia ufficialmente la sua candidatura a sindaco di Aprilia. Ieri mattina, nella sala conferenza dell'Aprilia Sporting Village, l'ex dirigente dell'istituto comprensivo Pascoli (conosciuto in città anche per le sue precedenti esperienze alla Gramsci e alla Matteotti) ha presentato la sua proposta politica, un progetto a detta dello stesso candidato «completamente nuovo», lontano dalla logica dei vecchi schieramenti. «Chi parlerà con me, deve sapere che sto dall'unico partito che riconosco: il partito dei cittadini. Dobbiamo riappropiarci della politica, che è una cosa nobile se fatta nel modo giusto. Bisogna saper ascoltare e non promettere cose irrealizzabili, non avrò paura di dire qualche ‘no' anche se questo vorrà dire perdere per strada qualche voto». Nel suo intervento sottolineato l'importanza di ritrovare una «cultura politica», lontana dagli slogan elettorali e dalle polemiche a ogni costo. «Sono per una politica che ha voglia di realizzare qualcosa e non contro qualcuno. Una cultura che va tradotta - continua - principalmente nella difesa del territorio».
Nella platea, oltre a tanti cittadini, rappresentanti di associazioni e di comitati di quartieri e una larga fetta del mondo politico. A riprova di un interesse trasversale verso questa candidatura, non limitato al campo del centrosinistra. Un interesse che Giusfredi non nega, sottolineando un concetto chiaro: a determinare le alleanze e i compagni di viaggio in questa avventura sarà lui. «In questo momento io costruisco una mia lista e un mio programma. Ho avuto contatti - afferma - con alcune forze politiche, prevalentemente con il Pd ma anche con altre forze. Punto a presentare sei liste civiche. Sono democratico, ma per una democrazia pilotata, perché l'importante è ascoltare tutti, ma l'ascoltare tutti non può non pregiudicare la decisione. La politica è l'arte del compromesso che deve garantire migliore qualità con la quantità. Non guardo i voti per i voti, ma so di non poter fare solo un discorso di qualità. Una cosa è certa: non ho interessi personali, ma ho una mia linea di confine che è quella del compromesso corretto. Se si dovesse superare questa linea, li mando tutti a casa».
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