Il fatto
21.05.2018 - 11:38
È arrivata di domenica, alle 15 circa, l'ordinanza di sgombero per tutte le undici famiglie della scala C della palazzina di via Emanuele Filiberto, quella dove mercoledì scorso è stato registrato il crollo del solaio.
L'intervento dei servizi sociali
L'ordinanza firmata dal sindaco Damiano Coletta è impeccabile: disegna perfettamente una situazione di pericolo dovuta a una struttura pericolante per diversi motivi e che, per questo, deve essere oggetto di lavori immediati. Manca però una componente importante, anzi, la più importante: quella delle persone, dei residenti che per quanto si aspettassero lo sgombero non hanno avuto tempo di trovare un posto dove andare. Anzi, ancora peggio: persone che non hanno alcuna possibilità di andare altrove.
Ieri, durante lo sgombero, erano presenti anche i servizi sociali del Comune, fatto che lascia presagire la disponibilità a trovare una soluzione per i residenti. Per ora, però, è ancora tutto molto confuso. Le uniche voci a riguardo parlano di una manciata di appartamenti, che saranno dedicati ai più anziani, e disponibili per sole 48 ore. Poi, che succederà? E per tutti gli altri?
«Noi da qui non ce ne andremo» dicono alcuni dei residenti, quelli che non hanno nessuno a cui appoggiarsi. Due le loro richieste: la prima riguarda per l'appunto l'individuazione da parte del Comune (o di altri enti e istituzioni) di un posto dove andare. L'altra, invece, è legata alla necessità di individuare un responsabile che tuteli gli appartamenti in assenza dei proprietari. Già in questi giorni, visto che l'ultimo piano era stato già interdetto, i residenti hanno trovato alcuni senzatetto che si erano intrufolati nella palazzina usando proprio quell'ultimo pianerottolo come riparo.
La questione è sicuramente complessa. La palazzina è di proprietà privata, quindi il Comune non ha l'obbligo tecnico di prendersi in carico i residenti. Ma il discorso non è tanto quello tecnico, quanto morale: non si possono lasciare dei cittadini per strada, senza un posto dove andare
Probabilmente, il Comune dovrà adoperarsi per fare una ricognizione delle diverse situazioni, per capire quante famiglie hanno disponibilità e quante meno, così da stringere il cerchio e dare il via ad azioni sociali per aiutarli.
Purtroppo, però, da Piazza del Popolo non è arrivato nulla di ufficiale, se non un primo colloquio informale avvenuto ieri pomeriggio. Il settore dei servizi sociali, con l'assessore Ciccarelli, ha infatti garantito di essere a disposizione per iniziare le verifiche delle diverse situazioni vissute dai residenti. Qualcuno però è diffidente, e tirerà un sospiro di sollievo soltanto quando avrà delle garanzie messe nero su bianco.
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