Il fatto
04.02.2020 - 19:30
Emergono alcuni dettagli riguardo all'operazione "Akhuna", ossia l'inchiesta coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Roma che ha portato all'esecuzione di una ordinanza cautelare nei confronti di 33 persone: 24 di queste sono finite in carcere, sette ai domiciliari, una ha avuto l'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria e un'ultima la sospensione dal pubblico ufficio.
L'operazione è stata eseguita tra Roma e Provincia, ma anche nelle zone di Napoli, Cagliari, Oristano, Reggio Calabria e Varese, nonché in territorio spagnolo. Le persone sono indagate a vario titolo, per associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, cessione e detenzione ai fini di spaccio di stupefacenti, aggravate dall'uso delle armi.
Alcuni episodi legati soprattutto allo spaccio sono stati riscontrati anche sui territori di Nettuno, Ardea e Pomezia.
Secondo le risultanze investigative, è stata accertata l'operatività di due distinte consorterie criminali dedite al narcotraffico, collegate tra loro da un rapporto di mutua assistenza nel settore.
Tra l'altro, negli anni in cui l'indagine è stata portata avanti, sono state arrestate 13 persone in flagranza di reato e sequestrati complessivamente circa 3 chili di cocaina, 72 chili di marijuana, 55 chili di hashish, 10 chili di esplosivo, un fucile calibro 12, un revolver a salve modificato, tre carabine, 1.648 cartucce calibro 9X19, 9X21 e 347 e la somma contante di 30.000 euro.
In più, è scattato anche il sequestro preventivo di veni per circa un milione di euro: sotto chiave sono finiti una società di Roma, alcuni conti correnti, un gommone e una Ferrari.
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