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L'iniziativa

Una mozione per concludere i lavori nel quartiere di Calcatore

Il PD “invita” l’Amministrazione a presentare un Piano di completamento delle opere. Chiumera e Cervelloni: «Mal collegato con il resto della città, di fatto insicuro e privo di servizi importanti»

«I recenti fatti riguardanti l’illuminazione del parcheggio del Calcatore ci permette di riaprire il dibattito sull’intera vicenda riguardante lo sviluppo del quartiere». Inizia così una nota diffusa dal Partito Democratico di Terracina, firmata dal capogruppo Pierpaolo Chiumera e dal consigliere Daniele Cervelloni, per annunciare, di fatto, la presentazione della mozione riguardante l’intera vicenda del Programma di Recupero Urbano che “inviterà” l’Amministrazione Giannetti, in un apposito Consiglio comunale, a presentare alla città un Piano di completamento delle opere oltre a fare chiarezza sulle vicende accadute che ne hanno impedito la sua completa realizzazione.

«Il PRU di Calcatore inizia il suo percorso nel lontano 1996, ma solo nel 2006 e 2008 vede materialmente la luce con le firme dell’Accordo di Programma tra Regione e Comune di Terracina - spiegano i referenti del PD -. In seguito alla selezione dell’unico soggetto privato interessato alla realizzazione delle opere, il “Consorzio Calcatore Domani S.r.l.”, nel 2009 viene stipulata la prima delle Convenzioni tra Comune e soggetto attuatore. Alla stessa ne seguiranno altre quattro che modificheranno le destinazioni d’uso di alcune opere, pubbliche e private, una suddivisione in lotti funzionali delle stesse e diverse proroghe senza però mai arrivare ad una consegna completa dell’intero intervento».

Per i Dem l’intera vicenda del Calcatore rappresenta «un grave danno alla cittadinanza, soprattutto a quella porzione che in quel quartiere ha voluto avviare la propria attività economica, costruire la propria casa e la propria famiglia nella prospettiva di avere, in tempi certi, un luogo efficiente, completo di strade di collegamento con il resto della città, di verde pubblico, di parcheggi, di marciapiedi, di servizi pubblici e privati, di sicurezza notturna, di piazze di incontro e di luoghi aggregativi sia per giovani sia per gli adulti».

Una condizione lontana dalla realtà sebbene fosse prevista nelle intenzioni del Programma di Recupero Urbano, che prevedeva tra le altre cose anche l’edificazione da parte del privato a favore del Comune, di un centro polifunzionale, di un asilo nido e di una scuola materna. «Al contrario, il Calcatore risulta essere un luogo periferico, mal collegato con il resto della città, di fatto insicuro, privo di servizi importanti e dove le persone sono, loro malgrado, sempre e comunque obbligate a spostarsi con la propria auto per raggiungere gli altri luoghi della città. L’auspicio, quindi, è che il sindaco Giannetti colga con favore l’impegno che noi chiediamo con questa mozione. Capire cosa sia successo, soprattutto nell’ultimo decennio amministrativo tra annunci roboanti e promesse non mantenute, diventa un passaggio obbligatorio per comprendere meglio - concludono Chiumera e Cervelloni - come si possa arrivare attraverso un Piano di intervento, serio e concreto tanto nei tempi quanto nei modi e nei costi, al completamento delle opere mancanti e ad avere un quartiere veramente moderno ed efficiente».

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